L’Italia che non va

italia.gifOggi il mio pensiero va a quell’Italia che non va.

Un’Italia dove la politica non funziona, è confusionaria, rimessa ai voti ma non rispettosa di essi, eletta dal popolo ma menefreghista delle esigenze del popolo.

Un’Italia che si scandalizza se vede una condanna irrisoria ad un omicida o ad un violentatore, ma che non fa nulla per cambiare le regole del gioco (per la cronaca, ho visto una puntata di Amore criminale, Raitre, e scusatemi tanto se per chi ha ucciso la moglie ci voleva l’ergastolo anziché la pensione di reversibilità al momento del rilascio in libertà…, si perché credo che ci siano troppe norme da cambiare e basterebbe impegnarsi davvero per cercare le soluzioni più adatti dal punto di vista tecnico e dei consensi).
Un’Italia che non rispetta la posizione del Presidente della Repubblica, ma cerca di scavalcarlo, spesso.

Un’Italia che apre l’apprendistato in base all’età anziché alla esperienza di lavoro pregressa del lavoratore (non basterebbe aprire l’apprendistato a chi entra nel mondo del lavoro per la prima volta, per definire costui un “apprendista” nel comune senso della parola, limitandone l’abuso?).

Un’Italia che ama gli stage, quasi la Repubblica fosse fondata sullo stage (citazione: Servegnini), anziché sul lavoro (non pariamoci gli occhi per non vederne, anche qui, l’abuso).

Un’Italia che non si rende conto, ad ignoranza sovrana, che un precario a tempo determinato da 12 anni in un Istituto nazionale non è possibile, non è ammesso dalla legge (ah scusate, ma quando si tratta della Pubblico anziché del Privato si è più magnanimi…), avendosi una “presunzione di indeterminatezza del rapporto”, lasciando costui a volteggiare nel limbo del precariato a tempo indeterminato (evvai! qualcosa senza scadenza c’è!!).

Un’Italia con un numero di falsi invalidi impressionante, la maggior parte al Sud (e anche qui abbiamo scoperto l’acqua calda!!).

Un’Italia dove è furbo chi evade, e proprio per questo anche se non evadi rischi di trovarti il redditometro a dirti che sei evasore o che almeno avresti dovuto evadere per avere fondate accuse.

Un’Italia dove sei puoi stai a casa, magari in CIG lavorando in nero, oppure in malattia mentre ti godi le ferie (senza dimenticare quanti spostano il domicilio nella propria casa al mare per trascorrere la degenza).

Un’Italia dove un’importante azienda può licenziare tre lavoratori, vedersi dichiarato illegittimo il licenziamento con reintegrazione al posto di lavoro, e ciononostante non rispettare l’ordinanzia del giudice invitando gli operai a non presentarsi in azienda.

Un’Italia che taglia molti fondi e sperpera altrettanti soldi chissà come.

Un’Italia che legifera tanto e conclude poco, molto poco.

Un’Italia che di notizie ne ha tante, ma per fare audience deve passaere da Facebook!!!

Ma dove viviamo? Beh, tutto sommato nel Bel Paese 😀

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