Carrefour e il mancato rispetto della persona

Il titolo non è mio, l’ho preso dai post di Luca Conti su Pandemìa e di Francesco Minciotti sul suo Silenzi.com. Leggendoli via feed sono venuto a conoscenza di quanto accaduto a Barbara e al suo figliolo affetto da sindrome autistica.

Barbara ha scritto tutto nella sua lettera aperta “Email che fanno male“. Si devono vergognare le persone che hanno reso quello che doveva essere un giorno all’insegna della serenità in una giornata di sconforto e umiliazione. Stati d’animo che dovrebbero invece provare quelle maleducate ed insensibili persone.

Riporto qualche pezzo del racconto di Barbara, tanto per darvi un’immediata idea, e vi invito a leggere quanto ella ha scritto sul suo blog. Credo sia un dovere morale far girare la sua storia per dare un insegnamento a coloro che dalla vita non hanno proprio capito nulla…

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni. (…)

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge. (…)

Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere (…)

Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore. (…)

Nella sua lettera Barbara cita, molto intelligentemente, l’articolo 2 della legge n. 67/2006 in tutela dei soggetti portatori di handicap. Non si può far finta di nulla: questi comportamenti vanno puniti. Con severità.

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9 risposte a Carrefour e il mancato rispetto della persona

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  3. Fabrizio ha detto:

    Lo stesso giorno, a pochi km. di distanza un ragazzo di colore veniva ucciso a sprangate. Leggo le due notizie a pochi minuti distanza, e non riconosco + Milano, la mia città

  4. Liberamente ha detto:

    apprendo da questo tuo post quanto accaduto e mi sembra tutto così inverosimile…posso capire l’ignoranza e la maleducazione di un individuo, ma nel caso riportato gli individuo sono più di uno!!!
    incredibile e allucinante allo stesso tempo!!!

  5. dalilah ha detto:

    che vergogna..ma ancora esistono questi esseri privi di senso umano?ancora nel 2008 ci sono problemi di razzismo?l’ignoranza e la maleducazione nn possono mai essere giustificate quando si parla di razzismo umano..se ci fosse meno indifferenza e più sensibilizzazione(nn solo a parole)tra gli uomini e aiuto reciproco tutto cambierebbe..che lo si neghi o meno,nella nostra diversità,siamo tutti uguali..

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  7. sandro ha detto:

    amici miei io sono un mobbizzato al carrefour dove lavoro attualmente,e sto combattendo contro questi suprusi da parte di caposettori e direttore, la mia battaglia ha inizio 3 anni fa ma la vincero a tutti i costi per dare giustizia a me e a tutti quelli he hanno paura di affrontare i datori di lavori per le minaccie di licenziamento..siate con me amici miei vinceremo.cordiali saluti campanella salvatore sandro

  8. sandro ha detto:

    cos’e’ IL MOBBING

    Ma cosa si intende con questo termine di cui ancora sono a conoscenza in pochi?

    “Con questo termine si intendono tutti quei comportamenti che si verificano sul posto di lavoro attraverso atti, parole, gesti, scritti vessatori, persecutori, intenzionali che arrecano offesa alla dignità o all’integrità fisica e psichica di una persona”.
    Ma non sempre, soprattutto inizialmente, il lavoratore comprende essere vittima del MOBBING. “Questo fenomeno”, si manifesta con un cambiamento che colpisce la persona che è stata prescelta. Ma non è così evidente, anzi: si manifesta in modo subdolo. Infatti il “prescelto”, all’inizio, pensa che sia colpa sua e si convince che in se c’è qualcosa che non và. Ecco perché è importante, ai primi sintomi di malessere (insonnia, irritabilità, apatia, ansia, ecc.), parlare con un esperto prima che i sensi di colpa prendano il sopravvento.

    Il lavoratore pensa sempre, tra l’altro, che si tratti di un momento, invece è la Fine e comincia il suo “calvario”.
    Di solito a essere “presi di mira” sono soprattutto quelli che hanno maggiori potenzialità, e in un mondo del lavoro dove regna l’insicurezza, è più facile essere ricattabili.

  9. rori ha detto:

    lavoro in 1 c*******r e*****s di genova…sono 2 anni che sopporto le angherie del gestore. oltre agli urli, le bestemmie, gli insulti, anche davanti ai clienti, 1 delle sue “punizioni” tipo è pomeriggi ad oltranza, che soprattutto a me (madre single) e alle mie colleghe (madri a loro volta) pesano in modo incredibile… da che c’è lui come gestore si vive in un clima di terrore, durante le sue crisi, lancia oggetti e roll, non puoi metterti in mutua perchè urla e bestemmia per ore. mi chiedo come si può lavorare col sorriso, quindi, anche i clienti ne risentono. cosa devo fare denunciarlo per mobbing?

    [commento moderato dal titolare di questo blog secondo le Regole d’uso]

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