Sindacato dei miei stivali. Il caso Trenitalia

Scusate gente, ma cosa c’è di male nel licenziare un lavoratore? Trenitalia trova un dipendente fannullone e lo licenzia: lodevole, no? Anzi, semplicemente giusto! Giusto nei confronti della società, dei colleghi, dei clienti e dei potenziali nuovi lavoratori che potrebbero meglio ricoprire il ruolo della persona licenziata. Ovviamente i sindacati sorvolano il fatto che il dipendente abbia fatto “il furbo”, che abbia violato i propri doveri ed il contratto, che abbia compromesso la fiducia della società per cui lavorava, ecc.

Certo, né io né voi conosciamo bene la vicenda per poterla giudicare, ma limitiamoci – in questa occasione – a quanto riferitoci dai giornali: Ferroviere timbra il cartellino per i colleghi. Bene, se questo è vero allora l’azienda Trenitalia ha fatto bene a licenziarlo. E non mi si parli di “sproporzione” tra fatto commesso e sanzione irrogata, come solleva il sindacalista della Cgil Fabrizio Castellani. Ma quale sproporzione? Non aggiungo altro.

Ora la parola resta alle parti che cercanno tutti i cavilli possibili e inimmagginabili per vincere la causa.

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16 risposte a Sindacato dei miei stivali. Il caso Trenitalia

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  3. Spartacus Quirinus ha detto:

    Ciao Luca!
    è un vecchio “vizio” del sindacato coprire queste cose… io ricordo che (anni ’70) alla Regione Lazio, presidente Ferrara (padre del fam…igerato!) frequentavo la CGIL (per far polizze… embè?) e non trovando mai un compagno addetto alla biblioteca (e fratello di un consigliere comunale del PCI) chiesi ad un altro compagno sindacalista “ma non viene mai?” la risposta mi lasciò basito: “Fanno un giorno per uno e timbrano il cartellino anche dell’altro”. Allora i sindacati si giustificavano, coglionescamente, con “altrimenti vanno al sindacato autonomo…”! Poi dice che le cosa vanno come vanno? E te credo! Buon Ferragosto!

  4. mario ha detto:

    Ci mancava questo illuminato commento da parte di uno che, dall’alto delle sue esperienze di officina,si associa al clima di mer** che si vive in questo momento.
    1- quei lavoratori sono stati licenziati per due (2) minuti di lavoro “rubato” allo stato dopo aver lavorato in straordinario per due ore.In compenso un amministratore alla Cimoli ne uscì, dalla stessa azienda dopo averla sfasciata, con qualche milione di euro di buona uscita. Cosa ripetuta in Alitalia.
    2- non c’è proporzione in questo paese di mer**, che condona delitti ed accetta supinamente raccomandazioni, nelle punizioni esemplari.il risultato è che ora lo straordinario in quella officina non lo fanno più ed i treni non viaggiano in Liguria.
    3-Come ti permetti di dare patenti di fannulloneria a gente che lavora e mantiene ,mogli e figli con 1200 euro di stipendio, che non ha mai rifiutato lo straordinario ed ha accettato una reperibilità di 24 ore al giorno(festivi compresi) per permettere che le cose funzionino.Chi sei, che fai,come c***o vivi e con quali principi se non quelli propri dei supponenti che guardando dal buco della serratura si permettono di giudicare una vita .
    Gente come te mi fa schifo.

  5. Loud ha detto:

    Caro mario, ho dovuto apporre qualche piccola moderazione sul tuo post per mascherare parole non degne di pubblicazione e sbarrare il tuo insulto finale che meriterebbe una querela.

    Sorvolando questi aspetti, pubblico comunque il tuo commento perché è un pur sempre un punto di vista e, come previsto nei miei Cenni legali, non sono solito alla censura.

    Rispondo facendoti notare che il caso in commento è stato preso in astratto, senza entrare nello specifico in quanto, come scrivo nel post, “né io né voi conosciamo bene la vicenda per poterla giudicare”. Nel post prendo in esame il caso in generale del ferroviere che timbra il cartellino per i colleghi: al di là di qualsivoglia motivazione o dell’ammontare di minuti rubati all’azienda Trenitalia, il comportamento merita un provvedimento disciplinare e io ritengo che, essendo un fatto grave (attenzione: si potrebbe ipotizzare un illecito penale!), il licenziamento sia un provvedimento idoneo.

    Tutto il resto non conta, altrimenti si sfora in campo ben diverso (qualità di lavoro, stipendi, ecc.) che non ha a che vedere con il discorso elaborato nel mio post.
    Con discorsi qualunquisti come il tuo non si licenzierebbe mai nessuno a causa dello stato di famiglia, degli stipendi bassi, della situazione del paese,…
    Ma qui bisogna guardare l’accaduto e irrogare una punizione: il licenziamento.

    Se l’azienda fosse la tua, in qualità di datore di lavoro come ti saresti comportato?

    Luca

  6. Loud ha detto:

    A proposito mario: considera anche che non possiamo sapere con certezza se il caso è sporadico o si sia verificato altre volte e se il tempo rubato sia veramente di due minuti o più… Limitiamoci al fatto certo: il ferroviere ha timbrato il cartellino per sette persone oltre il proprio.

  7. Spartacus Quirinus ha detto:

    Non si vuole assolutamente generalizzare; l’equazione lavoratore pubblico=fannullone è sicuramente fasulla. Però tutti conosciamo qualche approfittatore (nel senso che comportandosi da assenteista scarica il propriolavoro sui suoi colleghi però lo stipendio, basso che sia, lo prende lui!) Nel 1975 un impiegato della Regione Lazio era già un privilegiato… che lavorasse la metà (complice il collega e il sindacatostesso) era una vera e propria truffa. Un mio amico paramedico al Policlinico Gemelli raccontava dei suoi colleghi che si mettevano in malattia considerando le giornate concesse dal CCNL come un diritto da sfruttare anche stando bene! Non è una truffa? E che cos’è?

  8. Johnny ha detto:

    Per me il licenziamento è stata una mossa un po’ esagerata…
    Ci stava bene una bella lettera di richiamo e qualche giorno di sospensione, e se in futuro si dovesse ripresentare la stessa situazione… TAAACK… licenziamento.
    Ci vuole buon senso: sia da parte del lavoratore che da parte dell’azienda.
    Però, come giustamente dici tu Luca, non conosciamo bene la vicenda.

  9. Pingback: Trenitalia vuol dire fiducia « Precariopoli

  10. Pensatoio ha detto:

    Licenziare qualcuno è sempre un dramma qualsiasi cosa abbia fatto, perchè può buttare una famiglia per strada (dunque anche chi non ha colpe come i figli e in tal caso non si può dire che sono fatti del padre, perchè il destino di un bimbo non è affare solo del padre)
    Dunque di per sè la cosa non è facile.
    Ci fosse un reddito di cittadinanza per ogni disoccupato o inoccupato, la cosa si potrebbe ammortizzare almeno in parte.

  11. Enzo S.Corengia ha detto:

    Va bene Luca. Diciamo che una “punizione esemplare” era necessaria.
    Ma perchè si comincia sempre con gli anelli deboli della catena?
    Quando le ferrovie dello stato divennero Trenitalia, un paio di dirigenti che avevano curato la metamorfosi, firono liquidati con 6 miliardi a testa. Ne parlò Report.
    E adesso, sti operai sono diventati la quintessenza della disonestà lavorativa.
    Ma fammi il piacere!!!

  12. Loud ha detto:

    Caro Enzo, io credo che la questione dei dirigenti segnalata da Report sia una questione a parte, anch’essa importante (e qui di competenza statale), ma pur sempre un’altra questione che non va messa in commistione con quel del dipendente licenziato. Ogni questione è a se, con il suo peso (e purtroppo con le sue misure… a bilancia ovviamente sballata), ma è pur sempre un caso a parte.

    Caro Pensatoio, è ovvio che un licenziamento è pesante ma un’azienda che non si occupi di assistenza sociale non può certo mettersi a fare beneficienza e non licenziare un dipendente perché ha famiglia. Il reddito di cittadinanza potrebbe significare “soldi senza far nulla” qui in Italia, non trovi? Comunque sia esiste la disoccupazione per aiutare il dipendente licenziato (purché abbia i requisiti minimi per chiederla)… ma preferisco non entrare in una materia assai calda come quella del welfare, ci potremmo scottare 😉

    Grazie a tutti per i contributi.
    Luca

  13. Spartacus Quirinus ha detto:

    Il commento di S.Corengia puzza eccome… lo stile (si fa per dire) e lo stesso nick (S.Corengia o scorreggia?). Sarà Proprio Buono?

  14. Massimo B ha detto:

    Trenitalia (Cipolletta) ha appena licenziato il sig. Dante De Angelis, macchinista con 30 anni di servizio nonchè sindacalista e R.L.S., solo perchè da anni quest’uomo protesta e segnala fenomeni di insicurezza a carico della rete ferroviaria e dei convogli delle FFSS. Gli incidenti – come sapete benissimo – non sono rari e l’Azienda che fa? Elimina le persone scomode con atteggiamenti “da manganello” e con licenziamenti “per rappresaglia”.

    complimenti!

    Massimo

  15. Loud ha detto:

    Ciao Massimo B.,

    questo caso non ha nulla a che vedere con quello in duscussione qui sul blog.
    Comunque ho sentito anche io al Tg del licenziamento di De Angelis e, se è vero quanto si dice (cioè sui motivi illegittimi di licenziamento), allora otterrà il reintrego come già avvenuto in passato. E’ comunque una situazione pesante, non è bello trovarsi continuamente a dover adire il giudice del lavoro. Fossi in lui chiederei anche un risarcimento per questa persecuzione e il relativo stress…
    Probabilmente avrà avviato un ricorso ex art. 28 st. lav. per comportamento antisindacale con domanda di reintigro per illegittimo licenziamento e insussistenza di giusti motivi.

    Trenitalia non fa una bella figura.

    Anche nel caso di De Angelis, però, non possiamo andare oltre perché non conosciamo a fondo la questione, i fatti e i motivi del licenziamento. Poniamo l’ipotesi in cui il De Angelis, oltre a sorvegliare la sicurezza e adire le autorità competenti per i necessari controlli (dagli enti bilaterali ell’Inail, ecc.), si trovasse spesso a denigrare l’affidabilità di Trenitalia comunicando a destra e sinistra che l’azienda ha scarsa sicurezza, facendo una sorta di propaganda negativa per l’azienda. Beh in tal caso, anche qualora i fatti fossero veri, il continuo mettere in cattiva luce l’azienda può comportare un licenziamento per giustificato motivo soggettivo (meno adatta vedrei la giusta causa, ma il giudice può sempre convertire la causa del licenziamento a seconda della fattispecie e della gravità dei fatti). Se così fosse non potremmo più sostenere il lavoratore con presunzione di torto e comportamento antisindacale dell’azienda.

    Questo per dirti che è difficile giudicare senza conoscere i fatti. Limitiamoci a questi e non usciamo dal seminato.
    Ecco perché difendere gli 8 dipendenti informando che Trenitalia ha licenziato anche De Angelis mi pare inopportuno.

    Chissà cos’è successo davvero! (in entrambi i casi ovviamente)

    A presto.
    Luca

  16. Maccio ha detto:

    “è difficile giudicare senza conoscere i fatti”, ben detto! Allora non capisco i giudizi che hai emesso nel tuo post! Avresti almeno potuto aggiungere un bel “se questo è falso allora Trenitalia ha sbagliato”… francamente mi pare un post inutilmente polemico e poco documentato… andiamo oltre… 😦

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