Parafarmaci detraibili

Diffidate dai CAF che escludono la detraibilità dei parafarmaci acquistati senza prescrizione medica.

La fonte di riferimento per molti CAF è rintracciabile, anziché in norme di legge, nelle circolari nn. 30 e 34 dell’Agenzia dell’entrate, le quali espongono la necessità di avere indicata nello scontrino fiscale la “natura” del medicinale e l’Ufficio, nella stesura del testo di queste circolari, indica tra parentesi le voci “farmaco”  o “medicinale” ma queste devono valere come esempio esplicativo per l’interprete.
Infatti, la norma di legge (art. 15, co. 1, lett. c), del Tuir) menziona espressamente la detraibilità (o deducibilità ex art. 10) delle “spese sanitarie” senza escludere in alcun modo i parafarmaci ma specificando, a decorrere dal 1° luglio 2007 (per effetto della modifica intervenuta con la legge n. 296/2006, finanziaria 2007), la necessaria certificazione della spesa mediante fattura o scontrino fiscale c.d. “parlante” riportante la “specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario”.

Fermi restando tali requisiti del documento comprovante l’acquisto del medicinale, a nulla rileva che tale medicinale sia un farmaco, anche senza obbligo di ricetta, o un parafarmaco.

Infatti, in ossequio delle regole generali (anche con riferimento alla autocertificazione), possono essere portate in detrazione anche i farmaci da banco, evidenziabili nello scontrino con le diciture di abbreviazione anglosassone “OTC” e “SOP”, oppure i parafarmarmaci allorquando necessari per la salute del contribunete.

La distinzione tra farmaco e parafarmaco è scientifica: entrambe sono spese sanitarie, il primo ha effetti di modificazione sull’organismo, il secondo serve per la prevenzione e il mantenimento dello stato di salute.

A livello tecnico, inoltre, solo i farmaci hanno il codice a barre che comincia con “A0”, gli altri no (“A9” per molti parafarmaci).

Se si escludessero i parafarmaci nascerebbero due vizi di legittimità in quanto, da una parte i parafarmaci vengono richiamati anche nel novero dei medicinali oggetto del decreto ministeriale recante le direttive sul “trasporto dei medicinali”, quindi ricondubili proprio ai medicinali in senso lato.

Inoltre, punto fondamentale, se i parafarmaci non potessero essere autocertificati al pari di altri medicinali, si ravviserebbe un principio di “sfiducia” nei confronti delle attestazioni del contribuente con violazione o falsa applicazione dell’art. 10 dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000).

Alla luce di ciò, il parafarmaco può continuare ad essere portato in detrazione come in passato, ritenendo questo il modo corretto di interpretare le norme senza essere ristrettivi a causa di due circolari che, in verità, non escludono assolutamente i parafarmaci e, anche se così fosse, resterebbero delle circolari senza alcuna forza di legge.

Anche il Centro di Garanzia Nazionale (CGN) mi ha confermato di sostenere questa interpretazione.

Dunque diffidate dai CAF che escludono la detraibilità dei parafarmaci acquistati senza prescrizione medica.

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30 risposte a Parafarmaci detraibili

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  3. Luigi ha detto:

    La risoluzione n.398 del 22.10.08all’interpello di un contribuente circa la non detraibilità dei parafarmaci ai fini IRPEF sta facendo un grande ed infondato scalpore che crea una grande confusione sulla certezza del dirittoInfatti bisogna considerare che trattasi sempre di un interpello la cui natura giuridica è quella di avere efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante,limitatamente al caso concreto e personale prospettato nell’istanza di interpello”.Inoltre,bisogna anche considerare che in base all'”Istituto del legittimo affidamento” il contribuente ha fatto affidamento sulla risoluzione riportata dalla rivista Il fisco oggi del 29.11.2006 14:15 che si allega, dalla stampa e da numerose Associazioni dove viene confermata la detraibilità.

  4. Loud ha detto:

    Grazie Luigi del contributo.

  5. NADIA ha detto:

    Leggetevi meglio le istruzioni del 730: parlano di “spese per acquisto di medicinali” e leggetevi la definizione di medicinale!
    Io diffiderei della superficialità dei CAF che detraggono i parafarmaci!

  6. Loud ha detto:

    Cara Nadia, io leggerei meglio il mio contributo perché come vedrai il riferimento cui afferisco è la legge, non certo delle istruzioni dell’agenzia che non hanno valore legale… infatti, la legge parla di “spese sanitarie”, non già di medicinali, e quindi non c’è una esclusione specifica del parafarmaco; tant’è che bisogna lasciare spazio anche alla possibilità che il parafarmaco (utile per il mantenimento dello stato di saluto e prevenzione), così come il farmaco (che invece ha effetti di modifica sull’organismo) possa essere utilizzato per motivi sanitari, e possa essere addirittura prescritto da un medico; va lasciata quindi aperta la strada della prova contraria, in mancanza della quale la norma in questione sarebbe incostituzionale.
    Ovvio però che devono esserci le basi reali (mediche) a dimostrazione del fatto che un determinato parafarmaco sia stato acquistato per motivi sanitari e non altro…
    Prima di scagliarti contro di me, leggi a modo la norma di legge.
    Saluti,
    Luca

  7. Loud ha detto:

    E comunque, Nadia, non credo ci siano CAF che quest’anno detraggano i parafarmaci, perché loro devono attenersi alle istruzioni ricevute… Ritengo però non sia giusto, perché un professionista deve essere in grado di interpretare la norma ed è per questo che ho pubblicato questo mio contributo, pur sapendo che la questione è complessa e le cose andranno avanti per la loro strada come effettivamente stanno andando…
    Ma se un giorno ci sarà qualcuno che detrarrà a tutti i costi e impugnerà l’eventuale provvedimento, vedremo quale sarà l’orientamento dei giudici e, forse, si arriverà ad avere la Corte costituzionale che criticherà la norma che non ha previsto la ‘prova contraria’ a favore del contribuente ed in ossequio dell’ordinamento giuridico complessivamente inteso, ivi compreso lo Statuto del contribuente.

  8. NADIA ha detto:

    Ciao Luca,
    io sono consulente del lavoro e sono “arrabbiata” perchè spesso chi insiste per scaricare dal suo 730 le spese dei “parafarmaci”, è colui che viene con il 730 precompilato.
    Io perdo del gran tempo a spigare a queste persone che non posso detrarre i parafarmaci…
    e tentare di impugnare un provvedimento dell’agenzia dell’entrate per persone che non mi danno 1 centesimo per il mio lavoro, non ne vale proprio la pena.
    Magari per i contribuenti paganti potrei pensare di farlo!
    Capisco che, a livello ideologico, il tuo discorso è più che giusto…
    Beh! Potresti un giorno provarci tu a portare questo caso davanti ad un giudice, sarebbe sicuramente un buon biglietto da visita per la tua professione.
    Saluti.
    Nadia

  9. Loud ha detto:

    Ah ok Nadia, capisco il problema. Infatti bisogna distinguere coloro che se ne approfittano da coloro, invece, che prendono parafarmaci per motivi veri.
    Il mio discorso, come hai intuito, viaggia sul profilo puramente giuridico contestando interpretazioni ristrettive dell’Amministrazione finanziaria.
    Purtroppo, comunque, tutti faranno così per ora e quindi nessuno scaricherà i parafarmaci… Salvo qualche eccezione…
    Ma che sia giusto no, perché interpretazioni del genere sarebbero da vietare visto che tra contribuente e amministrazione finanziaria dovrebbe esserci un rapporto di fiducia, ma siamo in Italia, il paese dei furbi…
    E in chiusura aggiungo che condivido il tuo sentimento sui “pre-compilati”.
    Ciao
    Luca

    • Rino ha detto:

      Scusa Nadia perchè dici che dai precompilati non hai una lira, lo Stato per ogni 730 che fate sia precompilato che non vi dà € 12 o 13. Non bisogna dire le bugie.

      • Loud ha detto:

        Rino, da tecnico posso dirti che la cifra da te presentata non è certo una compensazione “ottimale” per un professionista, non trovi? Poi dipende dal singolo 730, perché c’è quello che controlli velocemente da quello che devi correggere e alla fine, se precompilato, non prendi nulla al contribuente nonostante la consulenza prestata nel spiegare l’errore formulato dal contribuente e la conseguente compilazione corretta per la trasmissione ufficiale del modello fiscale. In ogni modo considera altresì che l’amministrazione finanziaria rende detta cifra direttamente al CAF, non al professionista che ne fa parte (alcuni CAF li rendono all’associato sotto forma di crediti per seguire corsi di aggiornamento, altri come quota parziale es. 8 dei 12 euro incassati; altri ancora avranno ulteriori formule che non immagino). Questo perché il professionista sovente opera, appunto, come centro di raccolta per il CAF che mantiene, in quanto tale ed abilitato alle trasmissioni, il titolo per la gestione cumulativa delle pratiche elaborate dai professionisti all’uopo delegati/associati.
        In questi termini presumo che la collega Nadia non volesse omettere volutamente un dato, o dire bugie, semplicemente si riferiva all’impegno profuso verso i contribuenti che si presentano con il precompilato (con obbligo per l’intermediario di controllarlo, almeno per specifici quadri secondo le regole vigenti) e che insistono per detrarre i parafarmaci quando poi, come professionista, ci si vede costretti a spiegare le ragioni per cui non si possono scaricare detti parafarmaci – elemento di critica su cui viaggia il mio contributo in oggetto nella speranza della diffusione di una interpretazione meno restrittiva della norma di legge in esame – con conseguente discussione (amichevole…) e ricalcolo della mole di scontrini allegati. Questa la realtà, ahi noi 😉

  10. anais ha detto:

    devo quindi pensare che avendo tu scritto quest’eroica pagina di blog a inizio giugno 2008…e stando io ad aprile 2009 x andar a compilar il mio 730…. il tutto sia stato superato (e cancellato a sfavore dei contrinuenti)dalle due Risoluzioni ( giugno e poi ottbre) da parte dell ‘agenzia delle Entrate?
    stì maledetti!
    o posso ancora sperare di lottare affinchè i miei poveri diritti di comune mortale che spende stipendi in parafarmaci possano essere salvaguardati?
    grazie x una risposta molto ben gradita!

  11. anais ha detto:

    …aggiungo x chiarire che hoo una bimba affetta da dermatite atopica ed io ho riscontrato parecchie intolleranze alimetari che mi stanno dando non pochi problemi metabolici ( aumento peso nonostatnte le diete, ipertensione, gonfiore ecc) quindi lascio proprio dei capitali x comprare estratti di Aloe ferox o composizioni di varie erbe, senza contare i detersivi x lavare gli indumenti della bimba o le vagonate di Mustela saponi x lavarla ….
    i miei titolari scaricano anche l’aria che respirano e noi nulla manco x curarci un poco?io sono contraria ad intossicarmi di farmaci riconosciuti dalla cosidetta medicina tradizionale…oramai dappertutto nascono parafarmacie che fanno un’ottima alternativa…nn vedo ckè non possiamo scaricare un minimo x le spese sostenute negli acquisti di voci che volgono al conseguimento di un equilibrio della nostra salute e

  12. Loud ha detto:

    Cara anais, che vuoi che ti dica… Saranno rari i CAF che ammettono la detraibilità, visto che ormai istruzioni e manuali specificano che non sono detraibili i parafarmaci… Ma se trovi qualcuno che te li ammette tanto meglio, io non ci vedo nulla di male laddove ci sia una effettiva esigenza sanitaria (considerando la lettura della norma che non parla di “farmaci”, appunto, ma di “spese sanitarie”, come spiegavo nel testo del post).
    Io sto ancora meditando su come muovermi… Ricorda che purtroppo la detrazione resta del 19%, che ahimé fa la differenza solo se le spese sostenute nell’anno sono davvero ingenti.
    Ciao
    Luca

  13. Loud ha detto:

    Eventualmente puoi trovare qualche professionista disposto a rischiare, informandoti a dovere delle possibili conseguenze e, quindi, poi dovrai essere a tua volta conscia della possibilità di un contenzioso con l’amministrazione finanziaria e quindi di un’eventuale assistenza legale tributaristica per dimostrare che non hai infranto la legge nel scaricare i parafarmaci (e se ciò succedde si otterrebbe anche un orientamento giurisprudenziale mica da ridere).

    Luca

  14. Marco ha detto:

    Ho letto con interesse la discussione, vi dico come agisco io (sono dottore commercialista).
    In linea di principio anche io avrei portato in detrazione i parafarmaci, dato che condivido la loro definizione data da Loud. Tuttavia la Risoluzione n.396 dell’Agenzia Delle Entrate, già citata, esclude la detrabilità.
    Le circolari dell’Agenzia non hanno forza di legge, è vero, ma rappresentato la loro linea interpretativa in caso di contenzioso. Questo vuol dire che se vogliamo attenerci ad interpretazioni differenti ci prendiamo anche il rischio che ci vengano contestate, e le spese di un eventuale ricorso.
    Detto questo, ai miei clienti facio un discorso semplice semplice: volete metterle ugualmente in detrazione? Va bene, lo faccio, ma sappiate che vi prendete anche questo rischio. Vale la pena di correrlo? Dipende dall’entità delle spese, ma la maggioranza dei contribuenti non ha un ammontare tanto elevato da giustificare tutto quanto conseguirebbe al contenzioso con L’Agenzia, dato che comunque si detrarrebbe il 19% della spesa.
    Purtroppo è un discorso che può dare fastidio, lo capisco benissimo, ma bisogna cercare di essere pratici, perchè poi è con il sottoscritto che si andrebbe a lamentare se non glielo facessi.
    Spero di essere stato utile.
    Ciao

  15. Loud ha detto:

    Caro Marco,
    ti ringrazio del contributo.
    Avrai già capito che sul versante pratico mi trovi pienamente d’accordo (chi lavora nel settore non può che comportarsi così), pur restando valido quanto detto in linea di principio.
    E chi prima scoverà una sentenza contraria all’interpretazione dell’Entrate verrà qui per condividerla 😉
    Luca

  16. Alba Brusa ha detto:

    Leggo con estremo interesse l’articolo inerente la detraibilità dei parafarmaci dal 730 al 19% ovviamente.
    Il CAF della ASCOM cui da anni mi rivolgo e quelle Acli mi contestano tuoo o quasi portandomi lo spauracchio che se si fa per le sanzioni sarebbero anche di 500-1000 Euro. Circa il vs. articolo, esibito, mi dicono che è del 2008 e non più valido. Sono indispettita, cosa mi suggerite? Dimenticavo abito in prov. di Bologna. Potete aiutarmi? Grazie grazie Alba Brusa

  17. nino ha detto:

    Sono a dir poco deluso, scoraggiato, perplesso, inca….to nel leggere questa tragicomica “telenovela” inerente la deducibilità (o non deducibilità?) delle spese per l’acquisto di parafarmaci.
    E’ mai possibile disquisire sul SI o sul NO dell’applicabilità di norme di legge e riferirsi alle interpretazioni (delle più svariate) che,man mano, vengono fornite dal primo che si sveglia (nel rispetto della persona in dipendenza dell suo stato d’animo al momento del risveglio – incaz.to o felice” a seonda di come ha trascorso la notte!!!
    NON C’E’ N’E’: In Italia ogni legge o norma di legge non và applicata e rispettata ma… solamente interpretata. E’ questa la certezza del diritto!…: La totale incertezza e/o insicurezza sul rispetto e sull’applicazione di una legge o di una norma di legge chiara che non deve essere “interpretata” ma da chi?
    Da chi proviene “da Destra o da Sinistra” (e chi stà al “Centro?”o da chi vede “Bianco o Nero” o da chi è “Sereno o Turbato” o da chi è “Felice o Preoccupoato” o seconda di chi “Viene o non Viene pagato” per la compilazione del 730
    Bravi, insistete e continuate così
    Nino

  18. Nino ha detto:

    Sarebbe ora di capire cosa deve fare il cittadino che per sua sfortuna deve usare i parafarmaci e quindi deve essere nelle condizioni di sapere inequivocabilmente se ha “diritto” o no nel chiedere l’elemosina per poter scaricare o meno dal 730 la spesa sostenuta!
    nINO

  19. Loud ha detto:

    Nino, cosa vuoi che ti dica? Purtroppo la legge lascia interpretazione, ma spesso è la gente che non si sofferma adeguatamente alla giusta interpretazione (magari rileggendo almeno un paio di volte le disposizioni) con la conseguenza che l’applicazione diventa distorta o sbagliata e l’unica interpretazione che possiamo assumere è quella di legittimità (della Cassazione), che purtroppo non arriva certo in tempi brevi.
    Personalmente preferisco tenere note e circolari come supporto e la giurisprudenza come aiuto maggioritaritario, restando libero di interpretare secondo mia tecnica e coscienza (normalmente facendo anche degli schemi giuridici per accertarmi che il ragionamento logico fili correttamente sotto diversi aspetti).
    In caso di reali dubbi, ovvio, non si può che seguire l’orientamento maggioritario.
    Luca

  20. felix ha detto:

    io ho una spesa molto consistente per l’acquisto di parafarmici per patologia.Per questi problemi dove sono i rappresentanti sindacali, quelli dei consumatori, cittadinanzattiva per il malato e perchè nò i politici ; tutti frequentano i salotti televisivi ma i veri problemi dei cittadini non si risolvono mai.Qualcuno dei citati organi devono prendere una decisione presso il giudice e non delegare sempre il singolo cittadino. Grazie

  21. nza concetta ha detto:

    Mi sono letta tutta la diatriba sui parafarmaci.
    Sono d’accordo sul fatto che dovrebbero essere detratti x patologie e quindi solo quelli che si acquistano con prescrizione medica (ripetibile o no). Teniamo presente che in Italia molti per non dire moltissimi sono fissati e si curano da soli. C’è anche da dire che la medicia alternativa e preventiva dà ancora molto fastidio ai produttori di medicinali invasivi.
    Quello che non mi sta bene e la consiferazione: “se mi paghi posso tentare” anche se poi ifrischi sono sempre del contribuente;
    “se non mi paghi” non se ne parla proprio.
    Io sono della denigrata “ciurma” dei pre-compilati. Cerco di arrangiarmi e di portare a casa qualcosa in detrazioni qualcosa. Siccome è sempre poca cosa, se mi vengono €60,00 dal fisco che lo faccio a fare il 730 se non meno di € 50,00 devo darli al Caf che comunque prende qualcosa anche dall’Erario?
    Per esperienza poi, non si sforzano più di tanto x capire cosa puoi avere da detrarre, si limitano a inserite quello che porti (prevenzione sul fiato perchè ti può venir buono quando stai lì lì per morire…, e sul tempo così compili un modello in più).
    Non si può certo fare però di tutto un erba e un fascio!!!!!.
    Per finire comunque non è la singola azione di un cittadino che può risolvere questa anomalia , ma l’unione dei commercialisti eventualmente supportati dall’unione consumatori + i cittadini
    Saluti

  22. Ennio Barretta ha detto:

    Un’ossevazione sulle sue considerazioni in merito alla detraibilità dei parafarmaci. Anch’io sono dell’avviso che vadano detratti, però ho un dubbio che le sottopongo. L’art.15 del TUIR, 1° comma, lettera c, secondo periodo recita testualmente:…”Ai fini della detrazione della spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da fattura………”.Quindi anche nella legge si parla di medicinali: è qui che nasce il dubbio, si possono considerare come medicinali anche i parafarmaci, quando , naturalmente, essi servono per curare una patologia?
    Le sarei grato se gentilmente mi desse una risposta motivata all’interrogativo innanzi esposto.
    La ringrazio ed in attesa di una sua cortese risposta cordiali saluti.
    Ennio Barretta
    Torino

  23. Loud ha detto:

    Caro Ennio,
    a mio avviso è proprio lì la questione. La norma di legge non distingue tra farmaci e parafarmaci; anzitutto parla di “spese sanitarie”, mentre sulla disposizione attinente la detraibilità parla di “medicinali”. Anche se per medicinale è plausibile l’interpretazione che includa i farmaci ed escluda i parafarmaci, ciò significherebbe che per i farmaci ho bisogno dello scontrino parlante, mentre per tutte le altre “spese sanitarie” no (visto che la norma parla nella disposizione generale di spese sanitarie, richiamando il requisito di detraibilità dello scontrino parlante solo per i medicinali).
    La norma è scritta male, e ritengo che l’orientamento dell’agenzia delle entrate sia ingiustamente restrittiva, visti gli scopi della norma che possono attenere a non eccedere la logica di detraibilità. Poi, come ho scritto nel post, i significati di medicinale ecc. sono scientifici e vi sono decreti a cui appoggiarci per riformulare un quadro altrimenti carente in alcuni punti.
    Ricordando che, generalmente, un medicinale cura la patologia, mentre il parafarmaco è più per mantenimento dello stato di benessere, perché la cura impregna una modifica sull’organismo e quindi solo il farmaco assolve tale funzione, possiamo ricercare la definizione legale di “medicinale” nel d.lgs. 219/2006 che recepisce la direttiva 2001/83/CE (riferita ai medicinali per uso umano). Essa così dispone all’art. 1 sulle definizioni:
    “””a) prodotto medicinale o medicinale, di seguito indicato con il
    termine “medicinale”:
    1) ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come
    avente proprieta’ curative o profilattiche delle malattie umane;
    2) ogni sostanza o associazione di sostanze che puo’ essere
    utilizzata sull’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di
    ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche,
    esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica,
    ovvero di stabilire una diagnosi medica;”””
    Appoggiandosi a tale normativa possiamo sostenere l’una o l’altra tesi, perché il punto secondo attiene i farmaci, in quanto la funzione è curativa-modificativa, mentre il punto prima sembra possa ricomprendere anche i parafarmaci visto che riferisce anche alla profilassi.
    In ogni modo resta intesa l’osservazione sul richiamare nell’art. 15 Tuir le “spese sanitarie”, per citare i “medicinali” solo con riferimento alla necessità di scontrino parlante (il che non vuol dire escludere alcuni medicinali o sostanze, ma solamente di avere un documento che certifichi l’acquisto da parte del soggetto destinatario).
    Motivo per cui mantengo la mia opinione, come espressa nel post, seppur mi trovo io stesso a dover escludere i parafarmaci ai clienti o non detrarre più i miei visto che gli importi degli stessi e il vantaggio di detrazione spesso non giustifica il rischio di trovarsi in un contenzioso con l’agenzia delle entrate. Certo, il discorso cambierebbe per un contribuente con necessità continua di parafarmaci per uso sanitario, prescritti da medico per una patologia importante, con altrettanto importonte spesa sostenuta, che si troverebbe un danno nel non detrarsi tale spesa. Con l’assunzione del rischio del contenzioso da parte del contribuente, forse varrebbe la pena tentare la detrazione e in caso di controllo fiscale andare a motivare le proprie e ragioni e, se del caso, mantenere la propria linea difensiva davanti a un giudice tributario.
    Un saluto, spero di aver esaudito le aspettative di risposta.
    Luca

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  24. Ennio Barretta ha detto:

    Caro Luca, entro in confidenza e ti do del tu. Ti ringrazio della risposta che mi hai dato ed anch’io credo che la definizione che il D.lgs. 219/2006 dà di “medicinale” costituisca una buona prova che nella grande famiglia di “medicinali” possano rientrare anche i parafarmaci; prova che potrebbe essere utile in un eventuale contenzioso che potrei aprire davanti alle Commissioni tributarie, nel caso che l’Agenzia delle Entrate dovesse chiamarmi per giustificare la detrazione dei parafarmaci che ho inserito nel Mod. 730 (il mio Mod. 730 lo presento all’*** (omissis) *** che non entra nel merito delle detrazioni) degli ultimi anni. L’ho fatto coscientemente, perchè ho sempre creduto nella detraibilità di questi costi, in quanto fanno comunque parte delle spese sanitarie, e sono anche deciso ad impugnare un eventuale accertamento e la conseguente cartella esattoriale; detti parafarmaci li ho utilizzati, a seguito di prescrizione medica di un *** (omissis) ***, quando ho dovuto curarmi *** (omissis) *** e successivamente, a seguito di *** (omissis) *** ... Però l’aiuto che puoi ancora darmi è quello di dirmi se sei a conoscenza di eventuale giurisprudenza delle Commissioni Tributarie e meglio ancora dell’A.G, specie se della Cassazione sezione tributaria, che sia favorevole alla nostra tesi e cioè della detraibilità dei parafarmaci, perchè compresi nella grande famiglia dei medicinali: in caso positivo, mi faresti una cortesia se potessi passarmi gli estremi oppure addirittura i testi delle sentenze. (Tutto ciò per prepararmi con cognizione di causa ad un eventuale contenzioso che si dovesse aprire con l’A.E.)
    Ti ringrazio per l’attenzione ed in attesa di un tuo cortese riscontro accogli i miei più cordiali saluti.
    Ennio Barretta


    *** Annotazione del Moderatore del blog: le parole o frasi omesse e altresì segnalate con asterischi sono state rimosse per una migliore tutela della privacy dell’utete del commento, previa informativa ed accordi. [17/8/11] ***

  25. Loud ha detto:

    Di qualcosa ricordo, ma forse molto in generale (mi viene in mente piuttosto qualcosa sul valore legale del visto pesante del Caf nel caso di cancellazione degli scontrini… ma è altra questione, eventualmente utilizzabile se hai un visto del caf e gli scontrini cancellati al momento del controllo fiscale). Però su due piedi non ho nulla in mente di preciso sui parafarmaci, ma se al rientro dalle ferie avrò qualcosa sott’occhio con agilità sarò ben contento di condividere. Altrimenti la ricerca andrebbe estesa nelle banche dati giuridiche e il tempo è sempre poco. Potrebbe poi esserci qualche difficoltà vista la recente novella, creandosi così un caso di scuola ex-novo da istruire in atti e spianare la strada.
    Spero di ricordarmi di guardarci, altrimenti sollecitami che dò un occhio nelle banche dati universitarie per vedere se trovo qualcosa su due piedi.
    Ciao e grazie del contributo su questo blog.

    P.S. importante per Ennio Barretta: sul Tuo recente commento sopra hai inserito, sicuramente coscientemente, alcune informazioni di natura sensibile (d.lgs. 196/03) che se lo desideri posso proteggere per la privacy sostituendole con asterischi. Nel caso, con celerità od in qualsiasi successivo momento, potrai attivarti per chiedermi tale intervento di lieve censura. In tal senso è mio dovere informarTi che declino espressamente ogni responsabilità per la pubblicazione di tali informazioni che sono state inserite da Te in qualità di libero commentatore su questo blog, secondo le regole riassunte alla pagina “regole d’uso“. Sono certo comprenderai la ragione di questa mia postilla, confidando in quella sana collaborazione tra gli utenti della rete, che potrebbe escludere questo mio dovere informativo durante l’attività di moderazione dei commenti.

  26. Ennio Barretta ha detto:

    Ti ringrazio per la giusta osservazione sulla privacy e ti prego di proteggere le informazioni di natura sensibile.
    Grazie e a presto
    ENNIO

  27. Loud ha detto:

    Ok Ennio, ho provveduto alle censure 🙂
    In bocca al lupo!

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