Università a numero chiuso: decisivo il voto di maturità. Meritocrazia o disparità di trattamento?

Grazie a FIORONI (che adesso toglierei subito dal dicastero) le Università a numero chiuso utilizzeranno regole per l’ammissione ai corsi che oggi sono tipiche delle Università private. Se esiste una regola che mira alla parità trattamento, cioè quella del test di ingresso, oggi la superiamo con una regola che mira alla disparità e al pregiudizio basato sui titoli: dare un punteggio in base alla media dell’ultimo triennio delle scuole superiori e al voto di maturità.

Non importa se i ragazzi non vanno tutti nella stessa scuola superiore, se hanno docenti diversi con valutazioni diverse, se al sud la scuola è più scadente che al nord – secondo le statistiche – e i voti potrebbero nascondere livelli diversi di preparazione. Non importa se questo meccanismo era stato eliminato – da quanto mi dicono – proprio per evitare tutto ciò, basato su voti del curriculum che non permette una vera parità di trattamento.

Non importa nemmeno sapere che, spesso (ma è normale), i ragazzi delle scuole superiori studiano senza una vera meta, perché matureranno le scelte verso il termine delle superiori o in molti casi dopo. Che importa sapere che tanti giovani scelgono un corso di laurea che non abbia attinenza con il percorso di studi di provenienza perché solo dopo hanno capito che più piaceva loro (quindi la preparazione potrebbe essere meno adatta ma i risultati finali potrebbero essere comunque più che soddisfacenti, perché anche la passione dà i suoi frutti).
Nulla di tutto ciò interessa al governo perché Fioroni ha deciso che le ammissioni ai corsi a numero chiuso dovrà avvenire con un punteggio di 105, di cui 80 attribuiti tramite il test e 25 saranno assegnati sulla base della media dei voti degli ultimi tre anni delle scuole superiori e sul voto finale di maturità.

L’unica regola che può garantire la parità di trattamento e la meritocrazia è il concorso, senza pregiudizi basati sui voti precedenti. E’ il concorso che permette di verificare le conoscenze, generali e/o specifiche, sulla base di test uguali per tutti. Bravo Fioroni, ha fatto del tuo meglio per peggiorare l’istruzione italiana. Questo, quantomeno, è il mio parere.
Di opinione favorevole, invece, è MASCI de “La Stampa” che spiega la novità in termini positivi perché sostiene che, con questo sistema, si darà un peso importante alla preparazione scolastica. Ma, come dicevo, chi valuta questa preparazione? Scuole diverse con docenti diversi e, a loro volta, metodi e metri di giudizio diversi!

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11 risposte a Università a numero chiuso: decisivo il voto di maturità. Meritocrazia o disparità di trattamento?

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  6. Skeight ha detto:

    Io penso che la vera selezione meritocratica dovrebbe avvenire non all’ingresso ma durante il corso di studi, aumentando la difficoltà degli esami e la severità dei professori, in modo da scremare gli studenti in gamba e studiosi da quelli pigri (o che semplicemente hanno sbagliato la loro prima scelta di studi)

  7. prime ha detto:

    Non ci sono dubbi, questo non è un metodo democratico.

    Il concorso – ma fatto seriamente – è l’unica strada …

    🙂

  8. GG ha detto:

    Masci dice cose interessanti, su cui in parte concordo: il problema è che se questo sistema viene gestito male (come tu ipotizzi) il disastro è davvero pressocché inevitabile. Se però si riuscisse in qualche a dare semplicemente più peso all’istruzione superiore senza scavalcare l’uguaglianza sostanziale, sarebbe davvero una bella cosa.

    In mancanza, il test d’ingresso rimane il metodo migliore, ma solo se affiancato ad un serio controllo meritocratico DURANTE gli studi e per l’accesso a dottorati e altri titoli.

    p.s. grazie per essere passato sul mio blog! ho dato un’occhiata qui è mi è parso molto ben fatto, complimenti! inoltre abbiamo un bel po’ di interessi in comune! 🙂
    Ti interessa uno scambio link? Se ti va procedi pure… io intanto mi ti feedo e ti linko 😉

  9. silvia ha detto:

    ma ci rendiamo conto che il futuro di migliaglia di studenti italiani rischia di capitolare a causa dell’imponderatezza di questa riforma??!..qualcuno ha mai sentito parlare di DIRITTO ALLO STUDIO??..meritocrazia??? io la definirei IDIOZIA!!..cosa si pensa di fare?? risollevare le sorti della scuola PUBBLICA italiana?? e certo! “si ammazza il popolo xaiutare il popolo!”..smettiamola di imitare il modello scolastico americano..non siamo in America!!..e poi..come si fa a fare una riforma senza nemmeno tener conto delle dinamiche interne alla scuola superiore?!..quanti studenti sono stati rovinati a causa dell’incompetenza dei loro insegnanti delle superiori??!..prima di selezionare gli studenti, selezioniamo coloro che mettiamo in cattedra!..si può mai addossare ad un ragazzino di 15 anni tutto il peso del suo futuro lavorativo??!..vi sembra giusto??!..la scuola pubblica deve rimanere tale, in quanto fondamentale presupposto del diritto allo studio!

  10. Aedo ha detto:

    In questi casi tiro sempre fuori un esempio ‘di vita vissuta’: un mio amico che, dopo aver avuto al liceo scientifico pagelle che definivamo ‘sataniche’ (quasi tutti 6) e 60 alla maturità, arriva 12° su più di mille persone nel test d’ingresso di ingegneria. All’opposto, in classe da me c’era una ragazza che prendeva buoni voti e, in quinta liceo, non sapeva quand’era stata scoperta l’America e, in un’interrogazione, arrivò a dire che Enea aveva liberato Gerusalemme. E prese 98 alla maturità. Già questi esempi la dicono lunga sulla validità dei criteri di scelta suddetti…Oltreché il già ricordato (e sacrosanto) diritto allo studio.

  11. Alessio ha detto:

    è Scandaloso…. meno male che non c’è +!!!! Speriamo il nuovo ministro faccia qualcosa di buono!!!!

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