Processo SME, Berlusconi assolto per prescrizione. Innocente?

Per Berlusconi è finalmente giustizia quella pronunciata da quei giudici che prima definiva come “toghe rosse”. Adesso però è soddisfatto. Forse la magistratura non è più così tanto rossa come credeva il Cavaliere, pur precisando che “questo dimostra come la giustizia sia stata usata a fini di lotta politica”.

Per insufficienza di prove come stabilisce l’art. 530, c. 2, C.P.P. (stante l’accertamento del trasferimento di danaro da una parte all’altra…) si trasforma il giudizio in “fatto non commesso”; da “corruzione in atti giudiziari” il fatto è stato trasformato in “corruzione semplice” con concessione di attenuanti ex art. 62bis C.P. che hanno dimezzato la pena possibile per il capo di imputazione. E l’appello del p.m. è ora sfociato in una sentenza di assoluzione per prescrizione del reato (reato già ridotto per le attenuanti generiche).

Ma questo è davvero un esito positivo del processo? L’imputato, Silvio Berlusconi, ne esce davvero con la fedina penale pulita? La prescrizione del reato non è forse solo un cavillo processuale che assolve l’imputato senza che ciò confermi la sua completa innocenza?

A voi le risposte, il mio parere penso sia intuibile, ammettendo però che questo tipo di parere non può che essere semplice e, soprattutto, “viziato” visto che non ho seguito il processo leggendo le sentenze. Va ammesso, non trovate? E sicuramente non sono l’unico a doverlo ammettere 😉

Per finire, però, chissà che la Corte di giustizia europea non intervenga presto sulla bontà delle leggi italiane sui reati finanziari rispetto alle direttive CE: in tal caso potrebbe anche riaprirsi il fascicolo sul processo SME.

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2 risposte a Processo SME, Berlusconi assolto per prescrizione. Innocente?

  1. JP ha detto:

    Molto discutibile il thema decidendum adottato prima dalla Corte d’Appello e poi dalla Cassazione. Discutibile perchè un precedente c’era (nel 1986), e pericolosa perchè, stando così le cose, un magistrato potrebbe tranquillamente essere a libro paga di un imprenditore senza per questo venir condannato.

    Per il resto, c’è un vuoto normativo da colmare. La soluzione sarebbe dietro l’angolo: ratificare la convezione ONU sulla corruzione. Così facendo, nel nostro ordinamento troverebbe spazio la fattispecie del “trading in influence” (traffico di interessi), estendendo la punibilità a condotte che ora sfuggono tra le maglie del codice penale.

    Ultima cosa: se l’imputato non si fosse chiamato Berlusconi, nessun giudice avrebbe mai osato scrivere certe motivazioni.

  2. annalisa ha detto:

    mancanza di prove e prescrizione non sanciscono la mancanza di un sospetto e di una serie di ragionamenti che semplicemente mancano dell’elemento formale e concreto della prova oggettiva appunto: non sono di certo paragonabili ad una assoluzione “vera”..detto ciò è vergognoso che ci troviamo rappresentati da soggetti come questi!!
    sentir parlare oggi berlusconi di penalizzare le intercettazioni con carcere fino ai 5 anni mi ha tragicamente riportato a 10-15 anni fa…quando cioè la mafia la faceva da padrona e gli esercenti la giustizia erano giustiziati!!
    c’è rabbia e dolore, ma non rassegnazione!!!MAI!!
    lottare per la giustizia!!facciamoci sentire..
    grazie

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