L’art. 32 della finanziaria non interessa i blogger: tranquilli, possiamo continuare a citare e riprodurre i testi di giornali e riviste

Leggo in rete preoccupazioni in merito alla modifica che la legge finanziaria porterà al legge sul diritto d’autore per quanto riguarda la “riproduzione di articoli di riviste e giornali” (art. 32 della legge finanziaria).
Personalmente mi pare si stia facendo confusione, creando panico inutile.
La modificazione non interessa i blogger ma solo i rapporti tra editori a scopo commerciale. Non interessa le persone che decidono di discutere o criticare un testo. Il resto della legge sul diritto d’autore rimane invariato, in sintonia con i princìpi dell’ordinamento.

L’art. 32 del provvedimento in corso di pubblicazione recita:

All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
«I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate.
Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al cornma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29».

Apparentemente potrebbe interessare anche i blogger, ma se osserviamo bene la disposizione unitamente al comma che lo precede nella legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) e del suo successivo art. 70, osserveremo che non è così:

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.
(…)
3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.

Ecco perché la norma non interessa i blogger tra i soggetti passivi, ma gli editori nell’ambito della loro attività commerciale e degli accordi per i compensi di citazione, prima regolamentati con diritto privato a cui ora si aggiunge l’obbligo (forse per fini fiscali, forse per tutela dell’attività).
L’articolo 70 rimane invariato e libera i blogger nella loro attività di discussione o critica (libera manifestazione del pensiero, art. 21 Cost.), sia essa con riferimento politico, saggistico, satirico o allo scopo di insegnamento.

L’unico obbligo rimane quello di indicare il nome dell’autore, la data e la fonte. Ovvio!

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15 risposte a L’art. 32 della finanziaria non interessa i blogger: tranquilli, possiamo continuare a citare e riprodurre i testi di giornali e riviste

  1. Porcelain ha detto:

    Hai fatto bene a precisare! Se le paure di molti si fossero dimostrate fondate, sarebbe stato un bel colpo basso alla libertà di parola.

  2. Anonymous ha detto:

    Il problema sta forse in quel “riproduzione totale o parziale” opposto a “riproduzione di brani o di parti di opera”. Ossia a me pare che con la nuova legge sia permessa la riproduzione parziale ma non quella integrale di un articolo, quindi il blogger che tenesse una rassegna stampa di articoli integrali sarebbe passibile, no?

    Mi pare che la formulazione precedente fosse più rasserenante in questo senso dicendo che gli articoli “possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata”. Adesso questa frase non c’è più.

    andrea

  3. Loud ha detto:

    @Andrea: la frase che reciti rimane, è il primo comma dell’art. 65 Lda. A quel disposto si aggiungerà il comma introdotto dalla finanziaria, e già ravvisto diversi cavilli (nozioni di articoli, giornali, etc. e di accordi tra le parti, etc.) che vanno in disputa gli uni con gli altri.
    Ciò non toglie che alla luce di quel disposto che tu stesso reciti e dell’art. 70 della legge, i blogger siano salvi.
    Per il resto il discorso si complica, ma per quel che ci interessa direttamente possiamo fermarci a quanto ho chiarito nel post: stiamo tranquilli! 😉

    A presto,
    Luca

  4. Loud ha detto:

    per i più scettici, si leggano anche gli emendamenti su bloggoverno (link al mio intervento), perché li ho dato risposte a domande che qui non vengono trattate ma affrontate dai lettori bloggoverno.

  5. Loud ha detto:

    AGGIORNAMENTO:
    Il nuovo comma 1-bis cita di una norma sulla P.A. (d.lgs. 29/1993) che è stata abrogata, diciamo per mero errore di stesura normativa. Analogamente ci sono altri errori normativi come lo stretto riferimento ad articoli e giornali a cui va agganciato l’articolo del comma che precederebbe questo bis (il vero primo comma).

    Infine – IMPORTANTE – Roberto Giachetti (deputato parlamentare) ha portato questa questione unitamente al Copyleft alla Commissione cultura e gli emendamenti sono già cominciati. Ora dobbiamo attendere l’esito del dibattito e veder che salta fuori…

  6. Loud ha detto:

    AGGIORNAMENTO:
    Cito un testo tratto da Il Manifesto, visionabile a questo link di megachip.info:

    L’ambiguità minacciosa del legalese dispiega tutta la sua potenza: si parla di riproduzione di articoli, anche «parziale», effettuata con «qualsiasi mezzo». Si tratta dunque di un’odiosa gabella sul pane quotidiano della blogosfera, ovvero sulla possibilità di riprodurre (in parte) e di citare articoli giornalistici per poi commentarli, o anche solo a titolo informativo? E’ la fine dell’intensa conversazione online, costituita da rimandi, citazioni, e anche da un po’ di spregiudicato copia-e-incolla? I blogger si agitano, mentre fioriscono le interpretazioni giuridiche. Riccardo Franco Levi, ispiratore della modifica nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, getta un po’ di luce sulla materia precisando che si tratterebbe di «una base giuridica per la riscossione dei diritti d’autore sulle rassegne stampa». Insomma, un modo per regolare meglio l’attività di chi fotocopia articoli per usi commerciali (come i service che realizzano appunto delle rassegne) o la pratica di alcune testate di ripubblicare articoli altrui. Una questione tra editori, dunque, o poco più.

    (di Carola Frediani, da il Manifesto)

    Quindi dico: Meglio così! Significa l’interpretazione assunta è giusta, anche a dire del suo fautore 🙂

    Ringrazio SKA per avermi aggiornato con il suo post, e lo saluto.

  7. Placida Signora ha detto:

    Grazie per le informazioni, Loud. :-*

  8. SKA ha detto:

    A me sembra che stiano impazzendo tutti.
    Oltre all’articolo, ho scritto anche una mail diretta a Megachip e ieri su Megachip il sempre ottimo Giulietto Chiesa se ne esce fuori con questo articoletto.
    “Addio a milioni di siti indipendenti, di blog, di forme di comunicazione della società civile. Un colpo violentissimo e irrimediabile alla democrazia della comunicazione, in rete e fuori dalla rete. Un colpo alla democrazia. Fuori da ogni regola europea e in spregio dei diritti umani.”

    E Beppe Grillo lo segue a ruota.
    Come al solito questa gente arriva sempre mesi dopo, si prende i meriti della “scoperta”, ma soprattutto distorce l’informazione pur di avere argomenti con cui puntare il dito.
    A casa mia si chiama Populismo.
    Ti mando un saluto

  9. Loud ha detto:

    @SKA: sono assolutamente d’accordo con te!!

  10. Furio Detti ha detto:

    caro Loud,

    innanzi tutto salve, piacere di conoscerti.

    ti dico subito che non sono d’accordo con te: in primo luogo perché la legge Finanziaria è più recente ed è noto che ogni legge nuova generalmente scaccia quella vecchia, salvo deroghe o rinvii a normative preesistenti.

    deroga che non è esplicita nel nuovo testo di legge (tranne che per la pubblica amm.ne), che resta generico, ambiguo e perciò assurdo, dato che l’imprevedibilità dell’azione giuridica sarà elevatissima.

    il nuovo testo è chiaro: “con qualsiasi mezzo” e “i soggetti che realizzano..”. Non si dice “editori”, o “realizzino a fine di lucro”.

    quindi non sono ottimista.

    chiaramente che nessuno di noi bloggers dall’oggi al domani riceverà la Finanza alla porta di casa.

    ma solo perché l’Italia è notoriamente un paese disorganizzato, in cui era ed è illegale “la riproduzione non autorizzata di brani audio” e tutti avevano dozzine di audiocassette di Sanremo registrate artigianalmente al televisore di casa.

    senza contare il P2P e la musica disponibile illegalmente in rete.

    ma il punto è un altro: nessun poliziotto verrà a caercarci uno per uno per quello che scriviamo, ma possiamo stare sicuri che approfitteranno di questa norma per rompere i coglioni ai bloggers davvero scomodi.

    citerei un caso analogo: quello della scuola islamica di Milano: nessuno la voleva e così si sono attaccati alla normativa sulla sicurezza per farla chiudere.

    si dirà: è giusto. ma io domando: “Siamo sicuri che tutte le altre scuole pubbliche e private sono a norma con la sicurezza?”

    andiamo: è evidente che in questo come in migliaia di altri casi lo Stato non applica la legge ad occhi chiusi, ma la usa come un cavallo di Troia per colpire in maniera discriminatoria e mirata.

    o ci sono ancora anime belle che credono che la “forca” sia stata inventata dai padroni per impiccare altri padroni?

    da che mondo e mondo il boia ha quasi sempre tagliato solo le teste dei sudditi e raramente quelle di chi governa.

    per questo non condivido assolutamente la tua lettura dei fatti.

    cordialmente

  11. Loud ha detto:

    @Furio Detti: piacere di conoscerti. Quando leggi il nuovo comma tieni presente anche l’attuale primo comma dell’art. 65 LDA, perché rimane invariato. I “soggetti” è facilmente ricondubibile ai soggetti di questo comma. Il nuovo comma, introdotto dalla finanziaria (se verrà approvato definitivamente) parla anche di accordi tra editori e associazioni, cioè contratti che varranno tra loro e non certo verso terzi.
    Inoltre, l’indicazione dei compensi concordati preventivamente tra editori farà valere una regola dove gli editori provvederanno autonomamente agli esborsi dovuti, impensabile invece se si dovesse chiedere anche al singolo utente/blogger un tale adempimento (e assurdo sarebbe ipotizzare ricorsi specifici contro i privati da parte degli editori).
    Comunque, lo stesso ispiratore della norma ha chiarito la ratio di tale modificazione della LDA (leggi questo commento precedente).
    Ed inoltre ribadisco che l’art. 70 LDA libera trasparentemente i blogghisti nella loro attività di discussione e critica 🙂

    Per ulteriori chiarimenti, visto che già qualcun altro ha fatto obiezione a questa interpretazione, puoi leggerti la miriade di emendamenti che si sono susseguiti sul mio post in BlogGoverno: lì ho fornito le risposte con tanto di spiegazioni dettagliate e riferimenti normativi in chiaro.

    A presto,
    Luca

    P.S. per agevolarti incollo qui una parte di un mio commento su BlogGoverno che fa meglio capire perché la norma è rivolta agli editori e non ai soggetti privati). Sperò così di esserti stato utile. Bye bye!

    Il concetto di “editoria” lo puoi desumere da alcuni punti particolari e sicuramente anche da altre fonti (ma non mi metto a cercarle, meglio restare in questo contesto più semplice):
    a) si parla di articoli di riviste e giornali nel primo comma dell’art. 65 (in verità c’è scritto “anche radiodiffusi” e questo è un errore perché la specificazione fa capire che i siti sarebbero esclusi, e diventa utile la giurisprudenza);
    b) si parla di “compensi agli editori” (quindi entra in gioco la disciplina speciale sull’editoria), non già di compensi tra soggetti o tra le parti di volta in volta obbligati (!!) a stipulare un accordo;
    c) come accennato, nel nuovo comma 1-bis si parla di accordi tra editori e associazioni di categoria (importantissimo) quindi il compenso varrà solo tra queste parti stipulanti (Editori e Associazioni: queste ultime per conto degli iscritti all’associazione) perché gli accordi tra loro non possono essere rimessi ai terzi ai sensi dell’art. 1321 c.c.;
    d) il terzo comma dell’art. 65 concede il diritto di cronaca;
    e) il primo comma autorizza a pubblicare in altre riviste o giornali, purché non espressamente vietato dall’autore: quindi stiamo parlando di altri editori, perché un blogger non ha una rivista o un giornale in cui riprodurre testi altrui, ma un semplice sito personale (altra natura dell’oggetto); da sottolineare che il nuovo comma non specifica che ci si riferisca a “tutti i soggetti” quindi è lecito pensare che si parli dei “soggetti di cui al comma che precede” cioè i soggetti che agiscono a norma del comma di provenienza e riferimento; a questo possiamo trarre conferma dall’indicazione di “accordi tra editori” (e non tra editore e terzo riproduttore, con accordo preventivo) – cfr. sopra;
    f) il “qualsiasi mezzo” del nuovo comma serve proprio a considerare anche gli strumenti informatici (internet) su cui oggi i quotidiani e compagnia bella pubblicano (proprio per mettere in accordo gli editori alla luce dello sviluppo di internet, che li spaventa molto e a cui il legislatore del 1941 non aveva granché pensato), quindi poniamo parziale soluzione alle lamentele che da tempo si sentono per via della crescita di internet (hanno paura che internet provochi la riduzione dei profitti sulla stampa cartacea, ovvio!).

  12. Loud ha detto:

    AGGIORNAMENTO:

    ARTICOLO 32 STRALCIATO DALLA FINANZIARIA, quindi non verrà introdotto il comma sui compensi per la riproduzione dei testi.

    Notizia su:
    # LaRadice.info, riprodotto anche da Libero Blog
    # Camelotdestraideale.it

    MIO COMMENTO:
    Comunque l’art. 32 della finanziaria non avrebbe travolto i blogger, ma solo gli editori nell’ambito della loro attività, come ho spiegato nel mio post e come successivamente aveva chiarito anche l’isparatore del disposto (pensiero riportato tra i commenti sul mio post).
    Questo perché il resto della Legge sul Diritto d’Autore rimaneva invariata, dando specificazione il vero comma 1 dell’art. 65 (a cui veniva aggiunto il comma della finanziaria) e, soprattutto, lasciando libera l’attività di critica e discussione (di cui fanno uso i blogghisti) con l’art. 70 LDA invariato. E per tanti altri motivi desunti in via interpretativa – taluni anche errori eccepibili in possibile giudizio – che qui possiamo ora omettere.
    Comunque sia, a scanso di equivoci, meglio così.

  13. marco ha detto:

    Non riguarda i BLOG, dici? E se dal mio blog ricavo 1 o magari 10.000 euro al mese di pubblicità?
    No, l’art. 32 è proprio da cancellare. Un mio triste commento su “VIETATO CITARE QUESTO ARTICOLO”, su http://www.weekit.it/38212

  14. Loud ha detto:

    @marco: il guadagno con pubblicità non rientro nello “scopo commerciale” in quanto accessorio lucrativo, non già guadagno economico diretto da attività commerciale (anche questo argomento l’avevo trattato su bloggoverno).

    cmq l’articolo è stato abbandonato dalla manovra finanziaria.

    🙂 bye!

  15. Pingback: DDL Editoria e già sono polemiche dal web ma i blogger non sono coinvolti at Luca Lodi .it

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