Ghanese sventa rapina, il lavoro in nero passa in secondo piano.

Il ghanese che sventò la rapina in un supermercato di Parlermo ora ha ottenuto il permesso di soggiorno, diciamo ad honorem (notizia tg5). Benissimo, non ho nulla in contrario. Ma perché non si parla di risvolti sindacali per il fatto che (ovviamente, essendo privo di permesso di soggiorno) egli lavorava “in nero” nel supermercato?

E’ qui che bisognerebbe intervenire. Non dico contro il ghanese, ma contro il supermercato e contro i datori che si approfittano di manodopera escludendo veri rapporti contrattuali.
Ritengo che il legislatore dovrebbe intervenire adottando serie misure di controllo e sanzionatorie. Ad esempio affidando agli Ispettorati del Lavoro l’obbligo funzionale di ispezionare frequentemente i locali di lavoro e irrogare sanzioni severe ai datori che non rispettano la legge (sia per le misure di sicurezza, che di sfruttamento del lavoro nero, che dell’abuso di forme contrattuali precarie dissimulanti rapporti a tempo indeterminato), elevando le responsabilità penali cui andrebbero incontro.Magari il legislatore dovrebbe investire i Sindacati di più poteri per agire anche autonomamente in tutela dei lavoratori (previo accertamento di requisiti per farlo, comprensivi di circostanze oggettive ed elementi probatori). I sindacati mi sembrano addormentati mentre la storia ci ha insegnato la loro importanza nel mercato del lavoro e nella tutela dei diritti.(Pubblicato su BlogGoverno)
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7 risposte a Ghanese sventa rapina, il lavoro in nero passa in secondo piano.

  1. Astrolabio ha detto:

    se ci fossero i controlli che dici te il ganhese sarebbe stato disoccupato, probabilmente delinquente, quel posto sarebbe stato o inoccupato o assegnato ad altre persone ad un salario maggiore, aumentando i costi e quindi i prezzi per i consumatori. si avrebbe il secondo caso solo se il supermarket godesse di un monopolio locale, sennò niente ganhese ne cittadino regolare, con grave nocumento all’economia nazionale :-).

    più che aumentare i controlli il legislatore dovrebbe astenersi dal regolamentare i rapporti contrattuali assunti liberamente dalel parti.

    insomma, se io voglio lavorare in nero, a stipendio bassissimo e fregandomene dei contributi che tanto ho intenzione di morire prima dei 60, perchè lo stato deve impormi di essere disoccupato, o comunque ostacolare notevolemnte la mia ricerca lavorativa?

  2. Loud ha detto:

    @Astrolabio: hai mai pensato che forse il contratto non è assunto “liberamente” dalla parti ma uno è spinto ad accettarlo? Il legislatore deve mettere in condizioni di contrattare liberamente (nel senso di non-obbligo) con delle garanzie (parità, equità, tutela dei diritti, ecc.) e quindi in legalità. Con lavoro nero tutto ciò salta…. e a rimetterci siamo tutti.

  3. Astrolabio ha detto:

    dipende che si intende per non obbligo, ovviamente obbligarlo in qualche modo è un atteggiamento osceno, però è anche vero che quella è una minoranza irrisoria dei casi, in genere gli immigrati non ci tengono molto a lavorare regolarizzati anche per il semplice motivo che non gli interessa pagare i contributi inps, per esempio.

  4. ottavio1974 ha detto:

    “Non dico contro il ghanese”

    Perchè no? La legge non è uguale per tutti?

    C’è una legge che punisce chi lavora in nero oltre a chi lo offre il lavoro in nero, l’hanno fatta per nulla?

    “Magari il legislatore dovrebbe investire i Sindacati di più poteri per agire anche autonomamente in tutela dei lavoratori.”

    Hai idea di cosa sia un sindacato?
    Restiamo su questo pianeta, dove cioè da nessuna parte i sindacati hanno a che fare con gli organi ufficiali dello Stato.

    Il legislatore dovrebbe occuparsi di più di chi lo piglia per il naso.

    Multe o penale per tutti, in proporzione ai reati, con certezza della pena in caso di colpevolezza, fine della storia.

  5. Loud ha detto:

    Ottavio, il tuo e il mio sono punti di vista. A questo serve il post: a far emergere le opinioni.Concordo, la legge è uguale per tutti ma credo che per ogni cosa ci sia la giusta misura. Considerando lo stato economico e sociale del ghanese e quello ben più forte dell’imprenditore, penso che prima bisogni perseguire l’illecito di quest’ultimo che – probabilmente – avrà approfittato della sua posizione e di quella “debole” del ghanese, sempre per trarre maggior profitti con assuzione a basso costo.Per quanto concorne i Sindacati la mia è una riflessione. So benissimo che la loro investitura tramite delega ha dei fondamenti importanti.
    Ma la mia riflessione è spinta dalla debolezza sindacale di oggigiorno, dove le cose sono cambiate, il mercato è cambiato, e per rendere maggiormente credibili i Sindacati forse si potrebbe tentare di renderli autonomi nelle azioni in difesa dei diritti dei lavoratori affinchè perseguano essi stessi (e non per il tramite di delaga di un lavoratore intenzionato ad agire) alla concretizzazione delle tutele, del rispetto delle norme in materia di assunzione, ecc.ecc.
    Perchè non porre questa riflessione?
    Nel complesso sono cmq d’accordo con te: multe per tutti, persecuzione seria di tutti gli illeciti, di chi infrange la legge prendendo per il naso lo Stato. Legge uguale per tutti. Serietà nelle tutele “concrete”.

  6. Carmelo ha detto:

    Per i lavoratori extracomunitari pagare l’INPS è la realizzazione di un sogno, perchè significa regolarizzazione.
    E comunque far lavorare gente in nero equivale ad avallare la concorrenza sleale.
    Ergo:
    il datore di lavoro che paga le sue belle tasse per i suoi dipendenti fa fatica a competere con il tizio che riempie il suo punto vendita di extracomunitari.
    Senza contare che un lavoratore in nero non ha dovuto sostenere controlli sanitari di alcun genere.
    E lavorare in un supermercato a certe condizioni potrebbe persino essere pericoloso per i consumatori.
    Le regole sono fatte per essere rispettate.

    OT: il template è preso da pannasmontata e da me leggermente modificato.
    Ma proprio leggermente…
    Grazie per i saluti e uon blogging!

  7. Morry ha detto:

    ritengo che il ghanese abbia rischiato molto a esporsi in tale modo, per il fatto che era un lavoratore in nero.pertanto mi sta anche bene che ora lui sia regolare presso il nostro paese.
    magari non hanno preso provvedimenti nei confronti del supermercato appunto per il lodevole comportamento del ghanese.
    ma il lavoro nero rimane comunque un problema.
    e invece che fare controlli mirati, caricano il normale contribuente che ha una piccola attività o magari che è un libero professionista con controlli quali studi di settore (che per chi non lo sa è un metodo di controllo per la congruità di costi e ricavi di una ditta)che non rispecchiano assolutamente il lavoro di quella determinata ditta!!!
    e così in caso di controllo devo giustificare come mai ho fatto due settimane di ferie e devo anche provarlo per evitare multe e sanzioni, mentre ci sono lambi controlli per il lavoro in nero!

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