Andiamo in taxi? Però illegittimamente come il loro sciopero.

Bisognerebbe prendere provvedimenti seri contro le manifestazioni illegittime, addirittura svolte anche a toni accessi e malcuranti delle opinioni altrui.
Avrei voluto scrivere prima, ma il tempo non mi era sufficiente. Ora lo faccio, contestando le ultime vicende che hanno visto i tassisti attori di scena negli ultimi giorni.
Innanzitutto perché questa sorta di scioperi improvvisi è illegittima: non hanno rispettato le regole previste dalla normativa sugli scioperi. Così come non le stanno rispettando gli avvocati per la tutela dei loro “interessi” (nella fattispecie: mancanza del termine minimo di preavviso e superamento del limite massimo di astensione dal lavoro, come ha precisato il garante).
Per i modi, ma soprattutto perché ritengo giusta e utile la liberalizzazione varata dal governo, anche se avrebbe dovuto concertare “prima” e non “poi” con i destinatari della novella.
Ma analizziamo la questione di un punto di vista di politica sociale e fisco, in larga misura.

Se fossi un tassista forse anche io non vorrei che la mia licenza, ampiamente pagata in passato quale investimento per il futuro, ora perdesse di valore. Sì, perché i tassisti acquistano le licenze a cifre esorbitanti (es. 300.000 euro) e ad altrettanti cifre esorbintanti le cedono a terzi. Perché l’unico modo per trasferire la licenza (nel caso di cambiamento di città per qualsiasi motivo) o per avere un reddito da fine rapporto, è la cessione della propria licenza. Quindi in tassisti, che sono una categoria di lavoratori privi di TFR, cercano di recuperare il più possibile dalla cessione.
Ma questa cessione avviene sottobanco (come precisa un tassista che scrive a il manifesto, 7 luglio 2006), in accordo tra le parti, concludendosi con la consegna della valigetta davanti a un funzionario comunale che si sarà occupato delle formalità.
Ma su questi soldi, in nero, non sarebbe ora di regolamentare per legge la compravendita e farla diventare fonte di guadagno fiscale con le tasse?
Ebbene, i tassisti temono forse anche questo aspetto. Ma comprensibilmente, perché loro la licenza l’hanno pagata e ci perderebbero. Ma il sistema deve cambiare.
La licenza andrebbe assegnata non secondo convenzioni comunali (accordi tra tassisti e Comuni), ma con corsi pubblici che verificassero le competenze professionali degli autisti. In fondo, sempre di servizi pubblici si tratta, e una garanzia sulle competenze (nonché all’accesso alla professione) dovrebbe essere predisposta per legge.Dunque, credo bisogni cambiare in questo senso il sistema, partendo dalla liberalizzazione appena varata dal ministro Bersani, passando alla regolamentazione della cessione di licenza, al pagamento della tasse sulla compravendita. E alla regolamentazione dell’accesso pubblico alla professione. Evitando la speculazione sopra alle licenze.
Inoltre, sono contrario ad ogni manifestazione fatta con forza, senza rispettare le regole vigenti in un paese democratico. Ok al diritto di sciopero, ma seguendo l’iter che i lavoratori hanno sempre rispettato: 10 giorni di preavviso, garanzia dei servizi minimi laddove previsto, ecc. E senza toni aspri, ripercussioni, o urli vergognosi del tipo “duce, duce” (n.b. anch’essi avversi al nostro ordinamento).

Ma ciò che importa ai tassisti sono i propri interessi: poter continuare e mercanteggiare sulle licenze, impedire che vi sia l’aumento di autisti in città, non affrontare una diminuzione dei prezzi nonché del costo delle licenze (per quando vorranno rivenderla) a causa della liberalizzazione che porterà queste conseguenze a vantaggio della clientela che potrà pagare meno il servizio e vedersi meglio gestita la domanda con più taxi potenzialmente a disposizione.

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23 risposte a Andiamo in taxi? Però illegittimamente come il loro sciopero.

  1. Anonymous ha detto:

    parli cosi solo perche’ hai uno stipendio sicuro a fine mese

  2. Anonymous ha detto:

    ciao sono un tassista di Milano .tutte queste critiche lasciano il tempo che trovano ,perche’ questo signore e’ un ignorante in materia noi siamo stati fermi a scioperare x mercanteggiare sulla licenza visto che adesso sono introiti da dichiarare alla finanza ,secondo lo sciopero e’ un diritto ( anche senza avvisare visto che non ci hanno convocato o no ?) anche i tranvieri lo hanno fatto o no ? Terzo il nostro tassametro e piombato dal comune quindi i prezzi non li facciamo noi . ciao

  3. Anonymous ha detto:

    tutte le categorie di lavoratori sono state assoggettate a sacrifici . la prima volta che capita a taxsisti e professionisti legali. io non farei tanto caos o casino, siamo tutti nella stessa barca e tutti abbiamo il dovere di remare secondo le proprie forze. i conti non tornavano e tutti lo sapevamo tranne che chi non vuol sapere e i bugiardi. facciamo ulteriori sacrifici tutti altrimenti frà due anni andremo tutti in giro con le pezze al culo ma non per moda. immaginate che disastro tranne che per chi ha già fatto bene i fatti suoi a danno di tutta la società. benedetto

  4. Anonymous ha detto:

    Posibile che non capisci che il problema principale del cumulo (aumento)delle licenze non è il deprezzamento delle stesse ma il calo di lavoro che il tassista avrebbe???
    Attualmente il suo “lauto” guadagno si aggira sui 1.500 euro mensili, lavorando il doppio di quanto lavora qualsiasi operaio, infatti i turni sono di 10/12 ore al giorno
    senza obbligo di riposo settimanale, 70/84 ore contro le 35 di un operaio.
    In più se si ammala non ha la malattia, se fa un incidente perde giorni lavoativi, ad agosto e dicembre non ha lo stipendio doppio come la maggior parte dei dipendenti, e a al momento di andare in pensione non ha il tfr.

    Vorrei vedere proposto a qualsiasi altro lavoratore il dimezzamento del suo stipendio a fronte degli stessi impegni.

    Riguardo agli scioperi, quando sono fatti dagli operai sono sempre stati appoggiati dalla sinistra, e ora che li fanno i laoratori autonomi, non iscritti ai sindacati sono illegittimi??????

    Ma siate onesti!!!!

  5. Anonymous ha detto:

    ciao

  6. Loud ha detto:

    Ciao! Rispondo con piacere alle polemiche sorte, chiarendo che sapevo di generare commenti di questo tipo ma ritengo il blog sia un buon strumento di riflessione e dialogo, permettendo a chiunque di interagire qui sopra purchè in tono moderato.

    Ammetto che la materia è “particolare”, tant’è che ho aspettato a scrivere quella che è la “mia opinione”, prima mi sono voluto documentare un po’. Ma il parere di un tassista è fondamentale quindi ringrazio l’anonimo tassista che ha voluto farmi conoscere il suo punto di vista.

    Per quanto riguarda la “concertazione”, tanto amata dalla sinistra, sono d’accordo sul fatto che si sarebbe dovuta fare prima, e non a posteriori. Il governo su questo ha nettamente sbagliato, assumendo uno di quei comportamenti che era tipico del precedente governo. L’avrà fatto apposta? Forse. Di fatto comunque ha sbagliato. Avrebbe prima dovuto concertare. E qui siamo d’accordo.

    Per quanto riguarda gli scioperi, che sono un diritto costituzionale di tutti i lavoratori (subordinati e non, quindi compresi i lavoratori autonomi), bisogna farli nel giusto modo rispettando le regole presenti nel nostro ordinamento. Nella specie gli scioperi devono essere annunciati con 10 gg. di preavviso. La commissione garante sugli scioperi ha già richiamato a questa mancanza, e sta valutando le multe da impartire (soprattutto agli avvocati che hanno superato anche il limite massimo di giorni di sciopero consecutivi consentiti).
    Non puoi venirmi a dire che gli scioeri degli iscritti a sindacati di lavoratori andavano bene perchè della sinistra. Guardiamo ai fatti e non ai partiti. Gli scioperi sinora indetti da CGIL CISL UIL hanno rispettato gli iter, perfezionandosi nella legittimità quanto nella loro esecuzione. Queste dei tassisti, invece, sono manifestazioni con troppa impulsività ahimè dovuta alla novità creata da Bersani. Capisco il problema, ma lo sciopero ha le sue regole, scritte per evitare il “caos” come quello che in questi giorni stava avvenendo con quelle manifestazioni improvvise di tassisti nelle città (ne ho visto proprio una).
    Comunque sia mi rendo conto che vi sia un disagio, e capisco la necessità di mostrarlo. Ormai è fatta, ora rispettiamo gli iter adeguati per mostrare questo disagio.

    Per quanto riguarda il tfr lo so, infatti lo dicevo nel post. Principale sostituto del tfr per un tassista è la cessione della licenza. Ma se effettivamente (perchè qui parlo in base a quanto ho letto, beninteso) la cessioni vengono eseguite con danaro sottobanco allora la liberalizzazione gioverà a frenare questo sistema e renderlo, appena scriveranno norme chiare per la regolamentazione, più coerente al nostro ordinamento giuridico.

    Per le tariffe so che c’è lo zampino dei Comuni, ma ricorda che tutte le liberalizzazioni di solito portano come conseguenza un abbassamento dei prezzi, anche se di mezzo c’è un ente pubblico. Questo sarà una conseguenza negativa per i tassisti, positiva per i clienti. E non voglio entrare nel merito.

    Per il “lavorare di più” non mi piace il concetto. Ogni lavoro ha i suoi pregi e i suoi difetti. Non mi piace parlare in toni di “chi lavora di più”. Tassista ed operaio fanno semplicemente attività differenti. L’uno può prestare più ore al servizio, l’altro più fatica fisica intesa come sforzo impegnato in officina. Ma entrambi sono faticosi, nessuno lo mette in dubbio.
    La diversa regolamentazione delle ore, però, è basata sul tipo di rapporto di lavoro istituito: il tassista è un lavoratore autonomo, mentre l’operaio un lavoratore subordinato. Ne scaturiscono le diverse conseguenze.
    Se le condizioni di lavoro dei tassisti non sono buone allora la confederazione dei tassisti dovrà tentare di regolamentare questa professione in modo adeguato alle aspettative e intenzioni dei tassisti. Non possiamo per questo parlar male o penalizzare altre professioni.

    Ti ringrazio anonimo del commento, sarò contento di leggerne altri che potranno meglio farmi capire il tuo punto di vista e discuterlo. Ti chiedo solo di firmarti (giusto il nome o le iniziali) per non confonderti con altri anonimi che potrebbero decidere di farsi avanti nel blog. Grazie e ciao.

  7. Sulla questione scioperi non sono d’accordo, perchè anche lo sciopero selvaggio ha una sua legittimità…soprattutto se si considera quelli fatti contro Berlusconi, e su cui nessuno a sinistra ha protesto….secondo, io ero partito con un entusiasmo enorme verso queste liberalizzazioni, entusiasmo che sta smorzandosi perchè ci sono cose che, se conosciute, lasciano adirati….lo stesso Antonio Martino, che appena ha saputo delle liberalizzazioni s’è detto entusiasta e pronto addirittura a votarle, ha fatto marcia indietro quando le ha valutate nel dettaglio…credo che lui abbia ragione quando dice, che per liberalizzare i taxi occorra regalare una seconda licenza ai tassisti, che poi scelgono cosa farne….mi sembra una proposta sensata perchè consente di raggiungere l’obiettivo “contemperando” tutti gli interessi in campo…la vera questione del Decreto Bersani, comunque, è che sta aprendo una nuova via nel nostro paese…ed è una via giusta…però nella famosa manovrina bis, ci sono anche misure che limitano i diritti individuali, e il dirittto alla privacy, per ragioni di lotta alla evasione fiscale…e su questo si dovrebbe essere tutti contrati…perchè una “schedatura di massa” è roba da Ovra o da Kgb, e per quando sia nobile il fine, di sicuro il mezzo è ignobile…

  8. Loud ha detto:

    @Camelot:
    lo sciopero è un diritto importantissimo di tutti i lavoratori (art. 40 Cost.) e nessuno lo mette in dubbio, ma per la sua legittimità d’esercizio deve rispettare gli iter previsti dalla legge (L. 146/1990, come modif. dalla L. 83/2000 con cui è stata istituita la Commissione garante sugli scioperi). Su questo quindi ti contraddico con certezza legale: lo sciopero va proclamato con almeno 10 gg. di preavviso, seguendo un iter specifico che è stato seguito dagli scioperi dei Sindacati anche contro Berlusconi.

    Per quanto concerne le liberalizzazioni entrambi siamo convinti della loro utilità, ma entrambi sfociamo nella polemica della necessaria concertazione preventiva e non posteriore.

    Nello specifico dei tassisti credo anche io che serva una chiara regolamentazione delle licenze, per la compravendita come per il trasferimento in altro comune (oggi non possibile, per quanto ho letto).
    Spero che venga fatta, di concerto con i diretti interessati.

    Grazie del commento.
    Luca

  9. Anonymous ha detto:

    non tutti conoscono il lavoro degli altri , parlano senza sapere , per cedere la licenza taxi adesso bisogna andare dal notaio e dichiarare a quanto e di conseguenza si pagano le tasse ,chi aquista la mette in contabilita per ammortizzare la spesa e quando a sua volta cedera fara come detto prima . quindi non è solo per il valore della licenza , che non vedo perche devo perdere visto che l’ho pagata , con beneplacito delle istituzioni , ma per il lavoro stesso che calera e calera’ anche la qualita del servizio . consumatori non vi illudete se vengono dei grandi gruppi l’unica cosa che non cambiera ,almeno verso il basso , saranno propio le tariffe . la liberizzazione è gia stata sperimentata in altri paesi e con risultati sconfortanti sia per i tassisti che per l’utenza . emanuele

  10. Loud ha detto:

    @emanuele:
    L’articolo di un tassista che ho letto contraddice la tua linea, quindi grazie del tuo contributo anche se sarebbe da approfondire lette le due spiegazioni sulla compravendita di licenza. Ma sul lato delle liberalizzazioni continuo ad essere d’accordo con esse, e nettamente contrario agli scioperi illegittimi come ho spiegato nel post (punto cruciale di questo mio post: illegittimità degli scioperi).

  11. Anonymous ha detto:

    Mi dispiace Lodino ma sto giro hai proprio toppato.

    I tassisti, io ne conosco diversi, non hanno una vita semplice, fanno un sacco di soldi forse… ma non sempre… a Modena mediamente prendi puliti anche 3000 euro, buono dirai tu… bene da li devi togliere le volte che sei malato, se fai incidenti, non hanno 13° o 14° senza contare dei costi di usura della vettura…

    Aumentare le licenze potrebbe andar bene forse in alcune città dove è dimostrato un problema nel servizio.

    Se un taxi ti arriva in 5 minuti perchè devi aumentare le licenze?

    Spesso su un taxi ci lavorano padre e figlio e fanno i turni per coprire le 12 ore… metti 4000 euro e dividili per due… con il doppio delle tasse chiaro…

    Aumentare le licenze vuol dire diminuire il lavoro agli altri.

    Per gli avvocati la modifiche che si voggiono effettuare sono più che ammissibili… si darebbe spazio ai neolaureati, e si creerebbe più concorrenza e un tariffario più onesto.

    Informati bene Luca…

    Ciao Caro, Nicola http://www.lamiccia.it

  12. Giuseppe ha detto:

    Carissimo Loud sono ben lieto di inserirti nel mio Blogroll, non l’ho fatto prima perchè sto dedicando poco tempo al mio blog… la tesi incombe !!!
    Inoltre devo rispondere ancora a parecchia gente ma mi sono promesso di farlo al più presto…

    Ciao e alla prossima

  13. Carmelo ha detto:

    OT: Diamine, finalmente hai cambiato template! Non se ne poteva più di quello vecchio…
    😉

  14. emanuele ha detto:

    puo darsi che il metodo non sia molto legittimo ma è legittimo essere presi in giro dal governo ? tutti questi ipotetici clienti che invocano la liberarizzazione cosi prenderanno il taxi e adesso non lo prendono perche’ è caro e non conoscono nemmeno come funziona il servizio e i costi che ha . a milano esiste un servizio di bus a chiamata dalle 20,00 alle 02,00 costo 3 euro , questi bus che paga la collettivita sono sempre vuoti ci sono al massimo 4 persone in media . ma se l’utenza non vuole spendere nemmeno 3 euro quanto dovrebbe essere la tariffa taxi ? e poi in tutte le decantate nazioni , spagna , u.s.a , germania ecc. ecc non è per niente vero che le licenze sono libere anche li sono chiuse ed hanno un mercato . ci sono tanti argomenti da discutere . il primo e che se le istituzioni sono indietro di 30 anni su la viabilita non devono scaricare su di noi le conseguenze .

  15. emanuele ha detto:

    liberizzare le licenze taxi non porta affatto come sperano tutti questi ipotetici clienti degli stessi a diminuire le tariffe , non credo propio che comune e tassisti abbassino il tassametro anzi si prospetta l’inversione opposta , prima di parlare di soldi sottobanco e mercanteggiare informarsi su come è cambiata la gestione delle licenze ,almeno per milano . oogi ho parlato con un boliviano e mi ha detto che li basta avere un auto e si puo fare il tassista , cosa che vorrei verificare , ma ci pensate a che confusione . tra l’altro se una persona non ha un auto la noleggia da chi ne ha molte lasciando una cauzione piu l’affitto per 15 ore , gli ho chiesto che tasse e chi le deve pagare , mi ha risposto nessuno perche è un paese povero se si pagano le tasse in quel tipo di sistema non conviene piu . allora mi viene spotaneo chiedermi se anche noi cosi andiamo verso quella direzione . vogliono creare altri lavoratori precari non migliorare il servizio .

  16. Federico Perazzoni ha detto:

    Caro taxinaro di Milano….

    Tu hai mercanteggiato anche su una licenza pubblica che, per l’appunto pubblica, non è una tua proprietà privata??

    Caro taxinaro di Milano sei conscio del fatto che state occupando un ruolo pubblico pensando che le strade e la funzione di trasporto è una vostra proprietà privata??

    Caro taxinaro di Milano sei conscio del fatto che pur avendo lo 0.000000….% della popolazione dalla vostra parte state costringendo quest’ultima ad estenuanti blocchi per vostri interessi personali??

  17. Federico Perazzoni ha detto:

    Mi sembra quantomeno curioso che uno spenda tanti soldi, soldi che basterebbero per aprire un bar o un’altra profiqua attività commerciale, per comprare una licenza di taxi per poi lavorare 12 – 13 ore al giorno e guadagnare quanto un operaio. Quindi penso che le cose siaono due, o non è così o siete dei dementi….

    Nessuno obbliga le persone a mercanteggiare su una funzione pubblica, anzi in uno stato di diritto questo sarebbe vietato. A voi è stato permesso, nell’ultimo periodo vista che la situazione era diventata un’indecenza, e già questo non mi trova d’accordo….

  18. Anonymous ha detto:

    Voglio che liberalizzino le licenze Bar perchè voglio il caffè a 60 cent!!!

    Non voglio che pensino che la funzione di ristorazione sia una proprietà privata dei ristoratori e dei proprietari di bar!!!

    voglio la liberalizzazione delle licenze per le edicole… perchè mi scoccia fare 500 mt per prendere il giornale…

    E i tabacchini? no no voglio liberalizzati anche quelli… un accendino 1 euro… semmai 50 cent!!!

    forza forza lottiamo!!!

    ma dai…

    Se il servizio è scadente ok (forse a milano è così) ma in città dove l’attesa di un taxi e di max 5 minuti… vedo la cosa altamente controproducente e dannosa per i taxisti…

  19. Federico Perazzoni ha detto:

    Caro amico le licenze di cui parli, tranne quelle per le tabaccherie e questo non mi trova d’accordo, sono già state liberalizzate senza nessuna protesta da parte degli interessati che hanno perso i soldi e molti del valore di tali licenze….

    Poi comunque è diversa la licenza di taxi e quella di un bar. Primo perchè il numero chiuso non consente di averla per chi la vuole, come è invece per quella di un bar. Poi perché il trasporto pubblico è di competenza delle amministrazioni pubbliche per la sua importanza, siete voi che lo state occupando in modo abusivo per vostri interessi privati. E come se i vigili urbani mercantegiassero sulla propria funzione pubblica….

  20. Loud ha detto:

    Caro anonimo, le tue affermazioni mi lasciano delle perplessità. Ma credo che, dal canto suo, ognuno abbia un minimo di ragione.
    Ad es. concordo sul fatto che liberalizzare nelle città dove i taxi sono sempre disponibili non apporti chissà quale miglioria al servizio, mentre nelle città dove c’è l’attesa allora sì.
    Ma concordo con Federico sul fatto che le liberalizzazioni servono e che forse il baccano che si sta creando è dovuto all’intenzione di proteggere qualche interesse…
    Comunque sia rimango dell’opinione che serviva la concertazione ma adesso, visto il polverone alzato e le manifestazioni illegittime sono dell’idea che il governo debba andare avanti senza ascoltarvi, così la prossima volta proclamate un sciopero rispettando l’iter disposto dalla legge…
    Sì, sono per il “pugno fermo” ma se i rappresentanti dei tassisti riusciranno a trovare un buon accordo con Bersani, senza retrocedere drasticamente col decreto, allora sarò contento per tutti, perchè un compromesso non potrà che giovare in un momento di tanto malcontento.

  21. Anonymous ha detto:

    rispondo a federico . penso che nessun tassista obbiettivo abbia detto che guadagna come un operaio , perche dovrei visto che a parte la licenza , i costi li paga direttamente di tasca sua lavora mediamenta 20 ore settimanali in piu di un lavoratore dipendente . mi sembra normale io rischio e se non succede niente vengo ripagato , se invece succede qualche imprevisto , incidenti malattia o altro, quel di piu se ne va rapidamente . ma quaesto non vale solo per i tassisti è per tutti i lavoratori autonomi . un mio collega in una gita si è roto perone e tibia 8 mesi a casa senza nessuna copertura . se era dipendente erano mesi pagati comunque . perche invece di inveire tra lavoratori dipendenti e autonomi non indirizziamo le critiche ai nostri politici che prendono stipendi da nababbi e relative pensioni ? che spendono i nostri soldi in ospedali mai finiti , autostrade con lavori perenni e tanti altri soldi spesi malamente . sarebbe la piu bella finanziaria del mondo . i politici dicono di fare la lotta all’evasione io farei la lotta allo spreco che loro fanno dei nostri soldi . di tutti autonomi e dipendenti

  22. bobo ha detto:

    il caffè a 60 centesimi?
    impara a fare i conti in tasca a te stesso e non ai commercianti, imbecille!
    non hai nemmeno idea di chi paghi la tua (speriamo soltanto potenziale) pensione!

  23. sandro ha detto:

    salve sono un taxinaro italiano,vorrei far notare a molti sapientoni professori comparsi tempo fa’ in televisione in programmi altrettanto intellettuali,che a new york dove io ho lavorato come taxista,per 2 anni e dove e’ la patria della liberta’ di mercato, questa attivita’ e’ una attivita’monopolizzata ripeto monopolizzata non perche’ e’ un privilegio ma perche’ e’ una necessita’,il rilascio di licenza a chiunque ne facesse richiesta comporterebbe il fallimento dell’attivita’immediato .soltanto nei paesi dove non esistono mezzi pubblici o sono scarsi vi e’ una cosa del genere,per es. citta’ del messico o togo o parte del terzo mondo.inoltre vorrei far notare sempre a quei grandi intellettuali professori politici tecnici ecc..di farla finita di paragonare le citta’ italiane a new york,ragazzi non c’entrano niente,rimanete in europa,li sono 30 anni avanti,nel bene e nel male.bye bye.

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