Spot Mediaset sul referendum costituzionale: un gioco mediatico?

MediasetNon mi piace uno dei primi spot di Mediaset sul referendum costituzionale. Non mi piace perchè sembra un gioco mediatico per chiamare i cittadini alle urne, e non solo: per convincerli a votare “SI”.
Quello spot indica solo una delle tante modifiche: la diminuzione dei parlamentari. Ma quella sarebbe la modifica minore e tra l’altro non entrerebbe in vigore prima del 2016!!

BerlusconiPiuttosto bisognerebbe spiegare meglio, o almeno in pillole, tutte le modifiche della riforma in modo che il cittadino sappia cosa e come votare. Ma di questo ha paura chi non vuole far conoscere le insidie del testo legislativo cui siamo chiamati ad esprimerci. Possiamo forse ricondurre il discorso a quello sul conflitto d’interessi? Può darsi.Invito tutti a votare NO il 25 e 26 giugno. Se delle modifiche servono allora andranno fatte nelle giuste misure, non in questo modo perchè la Costituzione è il documento più importante del nostro ordinamento giuridico.

la costituzione non si cancella

Per chi avesse ancora dubbi sulla riforma, segnalo che oltre sul mio blog ce ne stiamo occupando anche su BlogGoverno in quattro specifici approfondimenti.

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13 risposte a Spot Mediaset sul referendum costituzionale: un gioco mediatico?

  1. heheehe concorde in tutto e per tutto con il tuo post..
    per i visitatori anche io ho analizzato l’argomento http://www.proveditrasmissione.net/archivi/155

  2. Emmebi ha detto:

    Sai che ho pensato la stessa cosa guardando uno spot sulla Rai, che sembrava realizzato x dire “vai e vota no” ?

    Non e’ una polemica contro le 2 aziende, ma forse chi realizza questi spot dovrebbe informare in maniera neutra e non passarci la sua posizione. Non trovi?

  3. Loud ha detto:

    @ Emmebi:
    Quello della Rai non lo ricordo, comunque concordo con te: dovrebbero dare informazione esclusivamente tecnica, senza opinioni subliminali 😦

  4. Carmelo ha detto:

    Lo spot mediaset l’ho visto anche io, quello rai no ma mi fido di Matteo (emmebi).
    Roba vecchia.
    Ognuno tira acqua al proprio mulino e farlo in maniera subliminale da risultati mediamente migliori.

  5. alduccio ha detto:

    Non parla della ridefinizione della orte Costituzionale, dei maggiori poteri al premier, delle regioni che potranno fare leggi su sanità e istruzione (con che controlli?) …
    Mi chiedo chi paga questi spot.
    Aldo

  6. Ognuno tira l’acqua al proprio mulino??
    Ma i vertici rai nonsonoa ncora cambiati.. e ieri anna la rosa l’ha dimostrato!

  7. netsos ha detto:

    link ricambiato con piacere.
    se e quando ne hai l’occasione correggi il mio cognome nel link al mio blog.

    ciao.

    nulla da segnalare per quanto riguarda il tuo post se non il mio totale assenso alla campagna per il NO.

  8. Negative ha detto:

    questa mala informazione è stata fatta notare anche da Sartori nell’editoriale del Corriere di ieri

    negative

  9. Peppe ha detto:

    sulla sentenza di Aosta sono completamente daccordo con te, la sentenza prende in considerazione la “professione” del singolo blogger che in questo caso è un vero e proprio giornalista. Di fatti, però, credo che sia utile apporre la disclaimer sulla l. 62/2001, questo avviene già nel mondo “reale”, infatti, nei giornalini di sezioni di partito, associazioni ecc. l’avviso c’è e funziona (ho avuto un esperienza in proposito), perchè non segna l’esenzione da responsabilità ma avvisa che il blog non è aggiornato periodicamente, per questo l’applicabilità della 62/2001 quantomeno si deve basare su altri elementi (per esempio l’eventuale professione di giornalista).

    Grazie per il compiuto e completo commento che mi hai mandato.

  10. Loud ha detto:

    Ieri sera ho letto la sentenza, e ci sono altri elementi che hanno influenzato la condanna. E mi trovo infatti d’accordissimo con il giudice.

    Inoltre è verissimo che il blogger è il “direttore del blog” poichè ne ha la piena direzione, cioè facoltà di scrivere e rimuovere post e commenti dal sito. Qui molti si sono lasciati prendere da un falso legale direttore=giornalista. Ma la sentenza non dice questo, anzi. Dice solo quanto già può emergere dalla logica e dai disposti civilistici.

    Per la legge 62/2001 penso ci sia un errore ulteriore: non è rivolta ai blog, aggiornati o non aggiornati periodicamente. Questo perchè la legge, come si evince dal Titolo della normativa e dal suo art. 1, comma 1, è rivolta ai “prodotti editoriali” dunque al frutto dell’attività dell’editore a scopo commerciale, non ai blog. Un giurista credo debba porre l’attenzione anche su questa sottigliezza.

    Luca

  11. Loud ha detto:

    @Peppe: ho spostato questo tuo commento e la mia risposta sotto il mio post “La paura dei bloggers“, più attinente all’argomento. Ciao e grazie! Luca

  12. Anonymous ha detto:

    il garante per le comunicazioni ha effettivamente denunciato gli spot mediaset di parte

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