La paura dei bloggers.

img tratta da el-mundo.esLe querele in internet per i bloggers sembrano essere in aumento, o quanto meno intimoriscono i bloggers. Limitano la loro libertà di manifestazione del pensiero. Il problema lo sta affrontanto anche BlogGoverno che ha espresso la propria preoccupazione con il rischio di dover chiudere la baracca: il titolare del dominio bloggoverno.net non se la sente di dover correre il rischio di ricevere querele per i post degli autori. Ed è comprensibile.

In questo periodo sto studiando la disciplina che circonda l’informazione su blog, per capire se effettivamente ogni autore è responsabile dei propri post: se è sufficiente precisarlo in apposite note legali sul sito, redigere un regolamento contrattuale con liberatoria da far sottoscrivere agli autori, l’ambito di querela, ecc.
Per non lasciare nessuna strada al caso sto valutando anche l’ipotesi di un rapporto associativo, chissà, e sto consultando ogni persona che possa aiutarmi a chiarire i dubbi: ho scritto a InterLex, IlSole24Ore, Punto Informatico ed altri, attendendo le loro preziose risposte. Sto tentanto addirittura delle brevi consulenze legali online. Vedrò cosa ne esce.Secondo la prima analisi della normativa sull’editoria (che molti bloggers citano erroneamente – a mio giudizio – nei loro disclaimer) e delle norme generali sugli scritti d’autore, direi che ogni blogger è personalmente responsabile dei propri articoli ed un regolamento contrattuale con liberatoria solleverebbe il titolare del dominio del sito (nel caso di Community come BlogGoverno) da rivalse nei suoi confronti. Ma non basta, bisogna esserne certi.

La Cassazione – in alcune sentenze – ha inoltre precisato che la diffamazione, per essere invocata in giudizio, deve avere determinate caratteristiche per venir considerata tale (altrimenti ogni blogger non potrebbe più scrivere nulla contro nessuno per paura di diffamare, mentre invece la notizia se vera è giusto fornirla, purchè con rispettosi toni).

Staremo a vedere, ma sta di fatto che l’argomento è delicato, molti bloggers si stanno allarmando e si è addirittura arrivati a pensare ad una petizione o proposta di legge per colmare o chiarire il probabile vuoto normativo.

Se sapete qualcosa in materia o semplicemente volete dire la vostra, fatevi avanti!

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15 risposte a La paura dei bloggers.

  1. Emmebi ha detto:

    Secondo me dovresti distinguere tra blog di singole persone e blog corporativi come Bloggoverno.
    Mentre i primi sono da considerare come l’espressione online dei pensieri dei singoli, gli altri nascono con un progetto di fondo, condiviso da varie persone.

    Credo che il livello di responsabilita’ tra le 2 tipologie sia ben diverso e che nel caso di blog corporativi debba essere maggiore ed equamente condiviso tra chi e’ responsabile del progetto e chi scrive il “post”.

  2. Loud ha detto:

    In merito alla recente sentenza del giudice di Aosta (citata gentilmente da ProveTecnicheTrasmissione nei link sopra), di cui molti bloggers stanno discutendo lamentando che essa sia in qualche modo avversa alla libertà di espressione, il mio punto di vista è il seguente:

    Ravviso una errata interpretazione della sentenza, in modo troppo estensiva.
    Il blogger è ovviamente responsabile di quanto scrive, e per il solo fatto di agire nella libera manifestazione del pensiero non può certo permettersi di diffamare qualcuno. Internet allarga gli orizzonti di tale diffamazione, potendone ingrandire il peso, in quanto raggiunge velocemente più persone.
    Ma la diffamazione, per essere tale e a dire della Cassazione, deve avere determinate caratterstiche altrimenti ogni azione in giudizio sarebbe ‘pretestuosa’. Detto questo, la sentenza del giudice di Aosta racchiude una peculiarità: quella della professione del convenuto. Essendo un giornalista di professione i suoi scritti, ancorché tramite un blog, hanno una rilevanza maggiore poichè il giudice deve – sempre per legge – tenere conto di un apprezzabile giudizio dei luoghi, ovvero sia dei comportamenti in relazione alle conoscenze delle persone, delle situazioni, e quant’altro.
    Ecco dunque che la sentenza del giudice non può essere appioppata a qualunque blogger, se non per la parte in cui si invia una raccomandazione: non utilizzare il blog per diffamare poichè qualora il blog danneggi diritti di terzi allora è perseguibile per legge, come ogni cosa.

    Lo stesso errore interpretativo lo fanno molti blogger che citano la legge 62/2001 spiegando che a loro non è applicabile, anche se la legge è sempre applicata a tutti al di là dei propri disclaimer. I blogger dicono che la legge non è a loro rivolta poichè essi non aggiornano il blog periodicamente (riferendosi al 3° comma dell’art. 1 della novellata normativa), mentre invece il vero motivo è che la legge è rivolta ai “prodotti editoriali” cioè frutto dell’attività dell’editore che, per sua natura, è “a scopo commerciale” mentre il blog no.

    Ciò detto per dimostrare che una errata o troppo frettolosa interpretazione mette agitazione e inutile chiasso.

    Questo il mio punto di vista.
    Luca Lodi

  3. Sgembo ha detto:

    Grazie per avermi segnalato questo post!

    Il problema è che ci sono un pò troppi pareri anche tra i giudici e troppe poche certezze. E dove non c’e’ certezza di diritto vengono fuori sentenze assurde.

  4. Peppe ha detto:

    sulla sentenza di Aosta sono completamente daccordo con te, la sentenza prende in considerazione la “professione” del singolo blogger che in questo caso è un vero e proprio giornalista. Di fatti, però, credo che sia utile apporre la disclaimer sulla l. 62/2001, questo avviene già nel mondo “reale”, infatti, nei giornalini di sezioni di partito, associazioni ecc. l’avviso c’è e funziona (ho avuto un esperienza in proposito), perchè non segna l’esenzione da responsabilità ma avvisa che il blog non è aggiornato periodicamente, per questo l’applicabilità della 62/2001 quantomeno si deve basare su altri elementi (per esempio l’eventuale professione di giornalista).

    Grazie per il compiuto e completo commento che mi hai mandato.

  5. Loud ha detto:

    Ieri sera ho letto la sentenza, e ci sono altri elementi che hanno influenzato la condanna. E mi trovo infatti d’accordissimo con il giudice.

    Inoltre è verissimo che il blogger è il “direttore del blog” poichè ne ha la piena direzione, cioè facoltà di scrivere e rimuovere post e commenti dal sito. Qui molti si sono lasciati prendere da un falso legale direttore=giornalista. Ma la sentenza non dice questo, anzi. Dice solo quanto già può emergere dalla logica e dai disposti civilistici.

    Per la legge 62/2001 penso ci sia un errore ulteriore: non è rivolta ai blog, aggiornati o non aggiornati periodicamente. Questo perchè la legge, come si evince dal Titolo della normativa e dal suo art. 1, comma 1, è rivolta ai “prodotti editoriali” dunque al frutto dell’attività dell’editore a scopo commerciale, non ai blog. Un giurista credo debba porre l’attenzione anche su questa sottigliezza.

    Luca

  6. Marbel ha detto:

    Su IneditaBlog abbiamo affrontato più volte questo argomento. Qui alcuni link interessanti:

    link 1
    link 2
    link 3

    [commento del 4/6/06 11:01 – reinserito dall’amministratore per motivi tecnici]

  7. Loud ha detto:

    @ c.a. dei lettori:
    Le risposte ai dubbi sono in questo mio nuovo articolo, pubblicato anche su Punto Informatico:
    I blogger e le responsabilità per quanto pubblicano

  8. Anonymous ha detto:

    IL BLOG , questo ottimo strumento che raggruppa pensieri,parole,opinioni, è anche un ottimo mezzo che, in effetti, Garantisce ai nostri Grandi politici di capire quale effettivamente è il nostro colore politico, le nostre scelte, cosa ci piace e cosa non ci piace…ovviamente anche le forze di polizia hanno grossi vantaggi.Il blog,e tutto l’internet che conosciamo, ha realmente sostituito la televisione.La televisione,intesa anche come sostanza che brucia il cervello.E’ evidente, e ne siamo tutti coscienti, quanto la televisione sia capace di condizionare la nostra vita sotto diversi aspetti: quello economico, quello sociale, quello politico, ecc… non è così evidente che sia necessario iniziare un processo di disintossicazione, anzi direi di liberazione dell’invasore del nostro cervello, ma per quelli che sono persuasi è urgente sperimentare il digiuno televisivo. Comunque, io credo che ognuno di noi deve essere libero di esprimere le proprie opinioni e le proprie parole, come per es. io sono a favore del p2p e del file sharing, non a scopo di lucro ovviamente, ma a livello personale.Questo l’ho sempre detto e scritto e, nessuno mi toglierà la parola per dirlo e scriverlo. A proposito, ecco un altro pensiero :Prodi mi fa schifo ! Vi ricordate questo articolo : Cuba, rischia la vita per la libertà online su questo link sotto :
    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1508631&r=PI

    Scusate se non mi sono firmato in precedenza, mi devo registrare e lo farò volentieri, ma se volete potete leggere il mio blog così almeno sapete chi sono.Almeno non mi nascondo :
    http://www.bloggers.it/thepoweroflinux

    Cordiali saluti

  9. Francesco ha detto:

    Caro Luca,
    ti chiedo scusa…ho risolto il problema del link, ma se posso esserti utile per qualcosa o aggiungere o modificare qualcosa fammi sapere.Sarò ben lieto.
    Grazie e buona giornata !

  10. Pingback: Luca Lodi .it » Blog Archive » I blogger e le responsabilità per quanto pubblicano

  11. Pino Ciampolillo ha detto:

    Gentilissimi Amici, mi permetto disturbarVi per avere da Voi un Parere:
    Siamo Un’associazione ambientalista di un piccolo paesino del litorale palermitano Isola delle Femmine
    Associazione Comitato Cittadino Isola Pulita
    a livello di comunicazione abbiamo diversi siti tutti blog, meno uno siti WEB http://www.isolapulita.it
    Stiamo conducendo delle battaglie conrtro la Italcementi che a causa della sua attività crea dei problemi di inquinamento acustico dell’aria e problemi di vibrazioni inoltre la Italcementi utilizzava il Pet-coke un combustibile altamente cancerogeno in particolare in fase di trasporto movimentazione e stoccaggio oltre natutalmente durante la fase di combustione il tuttoè stato denunciato e suttutto si è scritto.
    Inoltre la Italcementi essendo una azienda insalubre dovrebbe essere allocata in aperta campagna invece è a ridosso di civile abitazioni: Nel centro abitato
    Naturalmente ciò ci ha portato come associazione ad interessarci anche di urbanistica di licenze edilizie di ufficio tecnico e di affari poco puliti tra l’amministrazione e gruppi di speculatori.
    Siamo in un piccolo paese poco abituato a discutere perciò vi è sempre stato una sorta di oppressione pscicologoica nel discutere e nel denunciare: Arriviamo noi con i siti e parecchi cittadini commentano i nostri post naturalmente oltre alle cose vere cehe denunciano si sfogano raccontando qualche èettegolezzo “paesano” che alcune volte rasenta l’insulto. I commenti sono fatti come potete immaginare in maniera anonima. Come associazione non intendiamo limitare la libera espressione dei cittadini però non vorremmo incorrrere in guai giudiziari. Riteniamo che l’esperienza sin qui fatta se da un lato è positiva perchè mette in luce parecchie “malefatte di politici-affaristi-especulatori” .Che diversamente non sarebbero emerse. Una domanda cosa fare? per non incorrere in problemi giuridici?
    Grazie della risposta

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