La Devolution è una pessima legge costituzionale

Presto si andrà a votare per il referendum costituzionale con il quale si domanderà agli elettori se approvano o meno la c.d. Devolution (G.U. n. 269 del 18/11/05). Riporto di seguito i punti che ritengo “salienti” nella legge composta di 57 articoli di revisione. Vedrete con i vostri occhi perchè sarà importante votare “NO” per salvaguardare la nostra attuale Costituzione, fonte legislativa super-primaria del nostro ordinamento giuridico.

  • Deputati e senatori.
    Diminuirà il numero dei parlamentari, così come per l’età dell’elettorato (artt. 2-5 della riforma in modifica degli artt. 56-59 Cost.);
  • Primo ministro.
    Il Presidente del Consiglio, definito Primo ministro, verrà eletto con nuove regole ed avrà più poteri (artt. 30-34 della riforma in modifica degli artt. 92-96 Cost.);
  • Iter di formazione delle leggi.
    La formazione delle leggi verrà velocizzata, a discapito del dialogo bicamerale che garantisce equi processi legislativi: si perderà, sostanzialmente, il sistema delle “navette” con cui oggi le Camere trasmettono l’una all’altra i disegni di legge fino ad uguale approvazione senza emendamenti (avere una legge promulgata dopo l’approvazione da entrambe le Camere significa avere leggi “ragionate” e “giuste”, più sicure, mentre la riforma tende a perdere questa garanzia, ndr) (art. 7 della riforma in modifica dell’art. 70 Cost.);
  • Presidente della Repubblica.
    Non sarà più il Presidente della Repubblica a “sciogliere le Camere sentiti i presidenti” di queste, ma egli provvederà solo a decretarne lo scioglimento deciso, invece, dal Primo Ministro cioè dal Presidente del Consiglio (art. 27 della riforma in modifica dell’art. 88 Cost.);
  • Consiglio Superiore della Magistratura.
    Il C.S.M., prima eletto per un terzo dal Parlamento in seduta comune, verrà eletto per un sesto dalla Camera e un sesto dal Senato (così ampliando il rischio di nomine di interesse governativo ledendo l’autonomia della magistratura, ndr) (art. 36 della riforma in modifica dell’art. 104 Cost.);
  • Stato e regioni, competenze esclisiva e concorrente.
    Qualche competenza oggi delle Regioni passerà allo Stato mentre altre passeranno alle Regiorni, la c.d. devolution (che da una parte coinvolge le Regioni e dall’altra allontana l’uniformità nazionale dei servizi, ndr). Ma, soprattutto, lo Stato potrà “sostituirsi alle Regioni nell’esercizio delle funzioni loro attribuite” e, per completare l’opera (intendendo un “abuso” di potere, ndr), il Parlamento potrà annullare le leggi regionali che riterrà lesive delle proprie competenze mentre le Regioni dovranno continuare a rivolgersi, nel rispetto della separazione dei poteri, alla Corte costituzionale (artt. 39, 42, 45, 46 della riforma in modifica degli artt. 117, 122, 127 Cost.);
  • Federalismo fiscale.
    Verranno fissati dei limiti per l’autonomia di Regioni ed enti locali evitando che possano operare sulla pressione fiscale complessiva (a cui se aggiungiamo i tagli delle ultime finanziarie vedremo le P.A. portare taluni servizi a pagamento, anziché farli rientrare nel bilancio, pugnalando così il sistema sociale e garantendo solo i servzi minimi richiesti dalla legge, ndr); verrà introdotta la sussidiarietà fiscale nel senso che i cittadini, anzichè chiedere alle Regioni rimborsi od esoneri per talune spese, potranno detrarle dalla dichiarazione dei redditi (art. 40 della riforma in modifica dell’art. 118 Cost.);
  • Corte costituzionale.
    I giudici della Corte cost. nominati dal Parlamento passeranno da 5 a 7 (anche qui intromettendosi maggiormente nell’autonomia della magistratura, ndr) e alla scadenza del termine non potranno assumere incarichi pubblici o di governo per tre anni (art. 51 della riforma in modifica dell’art. 135 Cost.);
  • Revisione della Costituzione e leggi costituzionali.
    Il referendum in materia costituzionale verrà sempre concesso, anche per leggi approvate a maggioranza assoluta dal Parlamento (art. 52 della riforma in modifica dell’art. 138 Cost.).
I rischi sono più dei vantaggi, mi pare che comportino una modifica di fondo (pericolosa) dell’assetto repubblicano dell’Italia.

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23 risposte a La Devolution è una pessima legge costituzionale

  1. Claudio T. ha detto:

    Ti ringrazio dell’esaustiva spiegazione, come sempre utile.
    Claudio

  2. Emmebi ha detto:

    Spiegazione interessante.
    Mi ha fatto venire voglia di analizzare meglio la legge, perche’, da cio’ che scrivi mi sembra una riforma piuttosto positiva (CSM e Corte Costituz., a parte) e vorrrei capire perche’, secondo te, i rischi sono piu’ dei vantaggi.

  3. Luca Lodi ha detto:

    Guarda Emmebi,

    tutt’altro che positiva!! Le modifiche sono “troppe” mentre la Costituzione andrebbe garantita il più possibile (ecco perchè esistono gli articoli 138 e 139 Cost.) e non revisionata con una maggioranza scarsa come in questo caso; inoltre ci sono troppi punti negativi – che puoi notare se rileggi quanto ho scritto nel post – e quindi ritengo con fermezza che questa revisione sia pericolosa e, piuttosto, bisognerà lasciare spazio ad una diversa revisione “ragionata”, “meno invadente” (ciò con solo le modifiche utili, e non con lo stravolgimento dell’intero documento fondamentale) e “approvata” dal Parlamento con maggioranze più stabili.

    Quando avrai letto la legge di revisione fammi sapere le tue conclusioni.
    Loud

  4. Prampo ha detto:

    Con questa devolution c’è la volontà di aver una maggior influenza nel csm e nella corte costituzionale, ma è essenziale invece garantire la loro autonomia.

    Al presidente della repubblica si toglie un compito importantisso in favore del “primo ministro”, e non ne vedo una utilità.

    Più che diminuire i parlamentari, quindi con una minore rappresentatività, che diminuiscano i loro stipendi e nota spese.
    Una velocizzazione nell’iter di formazione delle leggi non sarebbe male, ma dipende in che modo.

    L’idea del federalismo fiscale non mi dispiace, però nella devolution non viene introdotto un federalismo fiscale puro, ma qualcosa che non ho proprio afferrato.

    Però non si possono avere 20 livelli d’istruzione e di sanità diversi..

    Cmq cambierebbero molte cose, ma mi da l’idea di un mix di cose che non sono ne carne ne pesce … e dopo la modifica della legge elettorale non sono tanto fiducioso. L’idea del federalismo mi piace, ma questo è un bagaglio!

  5. Luca Lodi ha detto:

    Al punto sul “Federalismo fiscale” ho aggiunto la seguente nota tra parentesi, per rendere noto un aspetto che potrebbe sfuggire:
    a cui se aggiungiamo i tagli delle ultime finanziarie vedremo le P.A. portare taluni servizi a pagamento, anziché farli rientrare nel bilancio, pugnalando così sistema sociale e garantendo solo i servzi minimi richiesti dalla legge, ndr

  6. Ciao Luca, è molto interessante questo post volevo chiederti se hai qualche link dove è spiegata per bene tutta la riforma costituzionale, a me preoccupa l’aumento dei ruoli del PRIMO MINISTRO CHE POTREBBE SCIOGLIERE ANCHE LE CAMERE, chiedo delucidazioni, comunque a me sembra che a parte la dirigenza, nell’udc tabacci follini e una grande base di aderenti sia totalmente contrario al SI al referendum, sul blog di tabacci c’è addirittura una raccolta di firme per il no al referendum!

  7. Luca Lodi ha detto:

    Ciao Alex.

    La cosa migliore per capire la riforma è quella di leggersi il testo di legge, cosi da non essere politicamente influenzati. Ed ecco perchè nel posto ho indicato tra parentisi le fonti, cioè i riferimenti agli articoli della riforma e della Costituzione in vigore.

    La legge cost. la trovi sul sito del governo – pagina sulla devolution (c’è proprio il link al testo di legge).

    Al riguardo, nel mese di febbraio, scrissi anche il post Salviamo la Costituzione dalla demolizione dove trovi il link al Sito ufficiale del Coordinamento nazionale in difesa della Costituzione e la relativa pagina con sedi e date della raccolta firme.

    Se vuoi torna a trovarmi per discutere ulteriormente la riforma 😉 e spero vivamente che voterai “NO” al referendum per evitare che la nostra carta costituzionale venga stravolta in modo così massiccio e negativo.

  8. Luca Lodi ha detto:

    E’ importante comunque fare attenzione perchè non tutto è oro quello che luccica… Qualche modifica buona ci sarà anche ma nel complesso la riforma è pessima quindi va fermata, è nostro dovere fermarla con la consapevolezza dell’importanza della Costituzione. Se vorranno potranno varare un’altra riforma con le sole modifiche utili e non scopi nascosti tra i commi degli articoli…………..

  9. Prampo ha detto:

    Poi cosa non meno importante, se passa bisogna riguardare diritto costituzionale, che abbiamo dato da poco -.-‘

  10. Luca Lodi ha detto:

    In data odierna il presente articolo è stato pubblicato su Libera Opinione (Raccolta di notizie e commenti, senza scopo di lucro), esattamente a questa pagina 😉
    Ringrazio la redazione.

  11. Luca Lodi ha detto:

    Questo mio articolo è stato pubblicato anche sul sito di InfoPINO Portale di Informazione Non Omologata, alla categoria Politica, per l’analisi del tema da parte degli interessati.
    Link all’articolo.
    Ringrazio la redazione di InfoPINO.

  12. voi di sinistra siete strani,non usate bene la testa vi limitate a dire si o no senza prima ragionare sull’argomento da discutere. per questo vi invito a leggere (forse per voi la prima volta)un riassunto sulla riforma della costituzione e forse poi voterete si perchè non si tratta di destra o sinistra ma di aggiustare le cose! http://digilander.libero.it/FEDERALISTACONVINTO/index.htm Referendum devoluzione 25-26 giugno IL DECALOGO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE I Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche. II Saranno i cittadini, e non più i palazzi della politica, a scegliere maggioranza parlamentare, coalizione di governo e primo Ministro: è il premierato. III Non più due Camere identiche, l’una doppione dell’altra. Ora il Senato sarà federale ed avrà una sua funzione specifica: rappresentare le esigenze delle Regioni. La Camera si occuperà di quelle dello Stato. IV Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche. V La legge dovrà stabilire limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate. VI I regolamenti parlamentari dovranno tutelare i diritti delle opposizioni: ora questo non è previsto. VII L’ordinamento evolve in senso federale, come sta avvenendo in molti Stati moderni: viene riequilibrato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni per garantire migliori servizi ai cittadini, senza compromettere l’unità del Paese. Alle Regioni vengono devolute particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Tutte avranno le stesse opportunità, senza penalizzazioni per alcune aree rispetto ad altre e senza la differenziazione tra le Regioni, prevista dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un federalismo equo, solidale ed equilibrato. VIII Tutte le leggi regionali dovranno rispettare il criterio dell’interesse nazionale, non più previsto a seguito della riforma del 2001. IX Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi. X Aumentano le garanzie per i comuni e le province, gli enti più vicini ai cittadini: potranno ricorrere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle proprie competenze.

  13. Luca Lodi ha detto:

    Per federalistaconvinto:
    Non penso sia cosi, alcuni punti positivi posso trovarlo ma la globalità della revisione non mi pare granchè… tutt’altro! Ritengo non sia insensato varare una riforma che ha chiari errori (già confessati dal centrodestra) e che pone problematiche su talune questioni come l’autonomia della giustizia, etc.
    Comunque sia ho già chiaramente indicato i punti di modifica, molti dei quali citi, e ho indicato la modifica tecnica e in aluni le mie note tra parentesi.
    Vogliamo o serve una riforma? D’accordo, ma non questa e non approvata in questo modo. Che la approvino dopo averla almeno discussa seriamente tutti quanti in parlamento! Non tutt’un brodo ma solo le modifiche giuste e utili.

  14. Luca Lodi ha detto:

    (sempre per federalistaconvinto)

    poi perchè la solita demagogia del “voi di sinistra…”
    io ho chiaramente esposto il mio ‘ragionamento’ con le dovute indicazioni di fonti e note personali, il tutto dopo aver elaborato il testo di legge costituzionale alla mano, saltando la visione di interpretazioni di sinistra o destra…
    Tu hai fatto lo stesso o hai preso spunto da qualche altra parte? mmmm…

  15. E’ interessante notare come “federalistaconvinto” esordisca nel suo intervento osservando come la categoria ideale/filosofica di “quelli di sinistra” sia strana e per questa stranezza impossibilitata al ragionamento. Mi ricorda il Berlusconi che dava degli “strani” ai giudici (in realtà Berlusconi usava termini molto pensanti e con quello “strani” voleva dire che i giudici non si piegavano alla sua volontà. Forse federalistaconvinto questo intende).
    La Costituzione, lo dice la parola stessa, è l’atto costitutivo della republicca italiana che si definisce democratica ed antifascista. Nel 1946 la costituente era composta da 556 membri ed al termine dei lavori solo in 62 votarono contro la Carta Costituzionale. Questo mi pare un bell’esempio di dialogo, non quello di esordire dando degli “strani” a chi la pensa diversamente.
    L’antifascismo della Costituzione nasce da una dolorosa esperienza durante la quale l’Italia è stata in mano ad un presidente del consiglio che aveva poteri paragonabili a quelli che si vogliono attributire ora al presidente del consiglio con la riforma. Per me questo motivo è sufficiente per dire NO alla riforma.
    Infine qualche piccola notazione su alcuni punti del decalogo del federalistaconvinto
    II sbagliato! La legge elettorale voluta da un altro federalistaconvinto (tale ministro Calderoli che ha l’ossessione di ricontare le schede dopo che ha scoperto che la sua legge elettorale ha fatto perdere la sua parte politica) va esattamente nella direzione opposta perché impedisce ai cittadini di esprimere delle preferenze. Si chieda il federalistaconvinto chi ha stilato le lista dei candidati alle elezioni e poi mi dica se c’è stata partecipazione dei cittadini o se le scelte sono state fatte dai partiti (e lo chieda anche all’ex direttore di telepadania che ha accusato i vertici del partito della Lega Nord di essersi venduti alle logiche della “Roma ladrona” con questa legge).
    Il centrosinistra in modo del tutto autonomo ha organizzato delle primarie, mentre il centrodestra nelle persone di Fini e Casini, ha sostenuto fino alla fine che nonostante la nuova legge elettorale il presidente del consiglio sarebbe stato il leader del partito di maggioranza nella coalizione. Ancora una volta decidono i partiti che hanno deciso le liste!
    VII Cosa significa “tutte avranno le stesse opportunità”? Forse che la Basilicata è ricca come la Lombardia e potrà offrire ai cittadini della Basilicata gli stessi servizi che offre la Lombardia in termini di sanità, o scuola o polizia? Secondo federalistaconvinto queste due regioni hanno risorse comparabili che garantiscono una equa redistribuzione tra i cittadini? Questa è la foglia di fico per dire che non si è più secessionisti, ma nella pratica si scaricano le regioni povere …
    IX a propostito di sprechi … ma se la maggiornaza dei 2/3 del parlamento (che dovrebbe rappresentare i cittadini, ma che come detto con la nuova legge elettorale rappresenta solo le nomenklature dei partiti) trova un accordo parlamentare perché i cittadini dovrebbero essere chiamati ad esprimere un giudizio sulle scelte del parlamento? 2/3 mi pare una maggioranza assai qualificata … vuol dire 67 su 100, in altri tempo si sarebbe detta una percentuale bulgara! Se passa questa logica allora perché i cittadini non devono poter esprimere il proprio parere su tutte le leggi?

  16. Luca Lodi ha detto:

    Pienamente d’accordo con WlaCostituzioneWlaRepubblica, che ringrazio.

  17. Aedo ebdomadario ha detto:

    Grazie delle informazioni e dell’utile riassunto. Se può interessare, sul mio blog, sotto Referendum Costituzionale e Referendum Costituzionale (2) ho postato alcuni link, secondo me utili, come p.es. un commento di Sartori sul Corriere. Ciao, cerchiamo di far girare le informazioni il più possibile!

  18. Loud ha detto:

    IMPORTANTE

    Il Coordinamento nazionale delle iniziative per la difesa della Costituzione ha pubblicato un chiaro controdecalogo che espone, a fianco di ogni modifica, i punti negativi che scaturiscono da quella “pessima riforma costituzionale” su cui si voterà a refendum il 25-26 giugno p.v.

    Invito tutti ad una attenta lettura, aspicando ad un saggio e numeroso “NO”.

  19. Peppe ha detto:

    Credo che ci siano nel Paese le condizioni politiche per bloccare questa nefasta riforma in odor leghista. Speriamo bene.

  20. Rosario Mastrosimone ha detto:

    Il punto non è “solo” costituito dalle scelte di merito (discutibili) tradotte (male) nel testo di riforma, ma anche da tutta una serie di previsioni che rischiano di portare alla paralisi dei lavori parlamentari. Il nuovo Senato “federale” sarà eletto a scaglioni. I senatori saranno elette contemporaneamente al rinnovo dei cosnigli regionali, sicché avremo un Senato che inizia la legislatura con una certa maggioranza e la finisce con una maggioranza magari diversa (perché nel frattempo si è votato in una qualche regione).
    Nelle materie demandate al solo Senato, il premier puo’ intervenire e, di fatto, riattribuire la competenza su un certo disegno di legge alla Camera dei deputati. La fiducia al governo (che ora diverrebbe approvazione del programma) la vota la Camera, ma non il Senato. Curiosamente, una riforma “federalista” che crea un senato federale, considera il senato federale un’assemblea di serie B.
    E ancora: la suddivisione delle competenze tra camera e senato, tutt’altro che netta e chiara, implica il rischio di conflitti di attribuzione che rischiano di restare irrisolti. Mentre nelle materie in cui Senato e Camera continuano ad esercitare assieme la funzione legislativa, laddove in prima lettura dovessero approvare testi diversi (magari perché al Senato è cambiata la maggioranza), piomberebbero in una difficilmente risolvibile paralisi decisionale.

  21. remia ha detto:

    in questo caso la figura del presidente della Repubblica viene a scomparire? I suoi poteri vengono annullati?
    Quindi si parla di Presidenzialismo in poche parole?
    Non dovevamo essere noi popolo italiano a deciderlo?

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