Esenzione ICI prima casa (D.L. 93/2008)

Approvato il D.L. 27 maggio 2008, n. 93, pubblicato in G.U. n. 124 del 28/5 ed entrato in vigore ieri.

L’art. 1 del decreto parla di “esclusione” dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, con eccezione delle categorie catastali A1, A8, A9.

I cittadini chiedevano questa abolizione di ICI ed è arrivata, ora sarebbe da chiedersi:

  • se è un bene che sia arrivata con Decreto-Legge anziché altro provvedimento più idoneo (soprattutto perché il D.L. va convertito in Legge per mantenerne gli effetti);
  • se è legittima questa retroattività (contraria all’art. 11 Prel. Cod. Civ.) che colpisce i mesi da gennaio a maggio in cui si è realizzato il presupposto dell’imposta, cioè il possesso, anche in considerazione del fatto che l’imposta è dovuta “per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi di possesso nei quali si è protratto il possesso” (art. 10 D.Lgs. 504/92);
  • se la modificazione normativa può avere effetti immediati piuttosto che dall’anno di imposta successivo in ossequio dell’art. 3 L. 212/2000 (Statuto del contribuente).

Ma lasciamo stare questi probabili piccoli vizi di legittimità, su cui si potrebbe discutere amichevolmente, tanto se verranno alla luce – giusto per creare un po’ di baccano – saranno poi archiviati con nulla di fatto (di sicuro per sanzioni e interessi non dovuti ai sensi dell’art. 10 Stat. contrib., ma mi auguro anche per l’imposta stessa). Anche perché qual è quel Sindaco che ha il coraggio di adire la Cassazione per farsi pagare l’ICI del 2008?!

Va poi menzionato il fatto che il decreto, onde evitare lo svuotamento delle tasche dei Comuni dalla minore imposta stimata in 1.700 milioni di euro, prevede l’istituzione di un Fondo speciale; infine, per tutelare i cittadini gli enti locali hanno sospesa, fino al raggiungimento del federalismo fiscale, la facoltà di deliberare aumenti di aliquote, addizionali, etc.

Fatta questa osservazione di carattere tecnico, notando alcuni possibili vizi di un provvedimento approvato d’urgenza, c’è già chi dice che parlo per partito preso quando invece – lo ribadisco – sono concorde con l’esenzione ICI tanto attesa (perché i cittadini questo chiedevano) ma dico soltanto che era meglio fare le cose alla perfezione: cioè con legge parlamentare, se possibile, e soprattutto con effetto dal periodo di imposta successivo all’entrata in vigore della norma (2009).

Buona esclusione ICI a tutti ;) Se sentiremo ancora parlare di questa storia sapremo i motivi…

About these ads
Questa voce è stata pubblicata in Diritto, Politica. Contrassegna il permalink.

120 risposte a Esenzione ICI prima casa (D.L. 93/2008)

  1. Pingback: notizieflash.com

  2. Lefteca ha detto:

    Va sottolineato che la copertura finanziaria dell’operazione è a scapito del Sud, infatti sono stati sottratti 1,5 miliardi di € Ex Fintecna per le infrastrutture in Sicilia e Calabria

  3. Pingback: La Mia Notizia - Citizen Journalism in Italy

  4. M. Giletti ha detto:

    Qualcuno sa come ci si comporta con le unità immobiliari “afferenti” la prima casa? Tipo Autorimessa (C/6), tettoie (C/7) e depositi (C/2) insistenti sullo stesso lotto della prima abitazione? Grazie anticipate.

  5. Loud ha detto:

    Ciao M. Giletti, le pertinenze dell’abitazione principale sono escluse dall’imposta unitamente all’abitazione cui riferiscono (eccetto che non si tratti di abitazioni di categoria A1, A8, A9).

  6. Maccio ha detto:

    L’ICI è una tassa federale ed è abolita dal governo sostenuto dalla Lega Nord che vuole il federalismo… che cose strane che accadono.
    Al di là del taglio legalgiurisprudenzcostituzionalfiscale di Luca mi sento di dire che, l’ICI è una tassa locale che consente la progressività della tassazione locale, ovvero chi è già più ricco perché abita una casa di proprietà ora è ancora più ricco di chi è un affitto. Ricordo che il governo Prodi nella finanziaria 2008 fece qualcosa per l’ICI, ma anche per gli affitti, ora aspetto che Robin Hood Tremonti provveda…
    Per quello che riguarda l’entità per i singoli credo poi che non ci saranno le grandi modifiche che il governo sbandiera, ovvero l’abolizione dell’ICI non risolverà il problema del reddito degli italiani… faccio un esempio semplice.
    18 mesi di mancato rinnovo del contratto del commercio costano ai lavoratori del commercio circa 1400 € lordi. Non credo che l’abolizione dell’ICI vada mediamente oltre un risparmio del 150/200 € annui. Questi soldi mi servono per una spesa settimanale, ma io devo mangiare per tutto l’anno, non cambia molto… :(

  7. Massensis ha detto:

    Tutti bravi a fare le pulci al Tremonti. Non vi va bene nulla, non vi andrebbe bene nemmeno se dimezzassero il prezzo dei carburanti…. a me l’ICI costava quasi 1000 euro l’anno (appartamento di 128 mq. del 1997 in zona semiperiferica di Roma) e, francamente, dello sconto di 60 euro annui che, lo scorso anno, mi aveva elemosinato Veltroni, me ne facevo un baffo…. Fate pena, tristi e menagrami…. che Dio tenga in salute il Berlusca e il Tremonti per i prossimi 20 anni!

  8. Loud ha detto:

    @Massensis: il tono che utilizzi non è dei migliori, ma ti rispondo lo stesso.

    Se rileggi il mio post capirai che io sono pienamente d’accordo sull’abolizione (ergo, l’esclusione) dell’ICI sulla prima casa.
    Quello che contesto è il modo con cui è stato fatto, in barba all’ordinamento giuridico e che potrebbe portare dei vizi di legittimità del decreto n. 93/08 con la conseguenza ridiscussione dell’ICI in futuro. Bastava rispettare le regole vigenti per non incorrere in questo errore/rischio: abolirlo a far data dal 2009.
    Spero comunque che dell’ICI sullla prima casa non si senta più parlare.

    Vorrei inoltre farti notare che se il tuo appartamento è di 128 mq. e paghi 1000€/anno di ICI allora potresti essere tra quei proprietari a cui non si applica l’esenzione: verifica che il tuo immobile non sia di catagoria catastale A1, A8 o A9 (se è tra questi l’Ici la paghi comunque). Altrimenti esulta, 1000€ risparmiati!! Ammazza però! :D
    Ribadisco comunque che io non discuto l’abolizione ICI in sé ma solo il tipo di provvedimento e l’iter della sua entrata in vigore. Ci vuole serietà politica e rispetto delle leggi!! Anzitutto dal Governo e dal Parlamento prima ancora che dai cittadini!!

    A presto,
    Luca

  9. Loud ha detto:

    @Maccio: Da qualche parte bisognerà cominciare e credo sia stato “intelligente” e – perché no – opportuno abolire l’ICI visto che i cittadini esprimevano da tempo questo desiderio.
    E anche io sono d’accordo con te sul fatto che il governo Prodi stava andando sulla giusta strada con la riduzione ICI e le detrazioni per i contratti di locazione (con i 730 sto vedendo buoni risultati con queste detrazioni).

    Una riduzione dell’ICI con un programma definito per ridurre l’imposta a fronte di una ricostituzione finanziaria della perdita agli enti locali è la cosa più sensata e razionale: Prodi percorreva questa strada e credo che, entro qualche anno, sarebbe arrivato a togliere anche lui l’ICI sulla prima casa.
    Ma ancorché razionale, è stata una scelta politicamente controproducente perché i cittadini non volevano la riduzione ma l’abolizione dell’ICI: Berlusconi è stato più furbo a seguire l’onda della volontà dell’elettorato attivo. Va riconosciuto e basta.

    Poi certo, nessuno dice che il c.c.n.l. del commercio, al pari di altri contratti, necessitino di rinnovi in tempi congrui e alle giuste cifre! Ma parallelamente serve la detassazione sulle retribuzioni per non appesantire i costi alle imprese. Sono convinto che questo governo penserà a questo aspetto.
    Ma questo è altro punto della fase di “aiuti urgenti alle famiglie”, l’uno non esclude l’altro.

    Ciao
    Luca

  10. Daniela D.B. ha detto:

    Gentile Luca Lodi,
    il mio quesito è questo.
    Ho ereditato una casa popolare categoria A3 nella quale non risiedo vivendo con i miei genitori in campagna. Sono quindi proprietaria di quest’unico immobile che per me risulta prima casa. Non avendo necessità di abitarvi ho deciso di affittare l’appartamento. La mia domanda è questa: devo pagare l’ici? sono molto confusa perchè nella mia città ho sentito pareri diversi e nessuno mi sa dare una risposta precisa.
    C’è chi dice che essendo prima casa non devo pagare nulla, chi invece devo pagare l’ici se affitto l’appartamento perchè solamente portandovi la residenza sarei esente. Ma se vi porto la residenza come faccio ad affittarlo? E poi, se l’affitto, per me non è sempre prima casa?
    Ti prego di aiutarmi perchè non riesco a capire.

    Cordiali saluti,

    Daniela D.B.

  11. Loud ha detto:

    Ciao Daniela D.B.,

    per “prima casa” si intende l’abitazione principale (normalmente coincidente con la residenza anagrafica) e, quindi, nel tuo caso non può applicarsi l’esclusione da Ici in quanto il tuo immobile è concesso in locazione a terzi. Solo se deciderai di andare ad abitare nell’immobile e quindi vi prenderai residenza potrai ottenere l’esenzione di Ici, ma ricorda che in caso di cambio di residenza i vigili fanno un controllo e se dovesse emergere “prova contraria” dell’utilizzo dell’immobile come abitazione principale perderai l’esenzione, oltre a sanzioni etc.

    A presto,
    Luca

  12. Daniela D.B. ha detto:

    Ciao Luca,
    grazie per i consigli. In molti ancora mi dicono che non devo pagare l’Ici su questo appartamento, ma a me piace fare le cose alla luce del sole e soprattutto che siano corrette.
    Pagherò l’ici e affitterò l’appartamento come di regola, e soprattutto non vi porterò la residenza!
    Complimenti per il blog!

    A presto,
    Daniela

  13. Saverio Pacione ha detto:

    Ciao Luca,
    i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’AIRE, proprietari di abitazione non locata, rientrano nell’esenzione ICI o continuano ad avere solo l’agevolazione come in passato?

    La categoria A/7, abitazione in villini, è esonerata dall’ICI? Grazie. Savepac.

  14. SavPac ha detto:

    Ciao Luca,
    L’abitazione data al figlio in “comodato d’uso” , che beneficia delle detrazioni per abitazione pricipale, va formalizzata contrattualmente con la registrazione di detto contratto? Si deve presentare copia del contratto al Comune? Grazie. SavPac.

  15. Loud ha detto:

    @Saverio:
    Lo status di “residente all’estero” non ti permette di usufruire dell’esclusione di Ici in quanto l’immobile non può considerarsi “abitazione principale”. [errata corrige: novità… le abitazioni, e pertinenze, degli italiani all’estero sono considerabili “abitazioni principali” in Italia dal soggetto residente all’estero purché non locate]
    La categoria A7 rientra nell’applicabilità dell’esenzione, fermo restando quanto detto sopra.

    Per quanto riguarda il “comodato d’uso” questo può essere sia in forma verbale che scritta. Nel caso di forma scritta, solitamente più utilizzata per intuibili ragioni, il contratto deve essere necessariamente registrato entro venti giorni ed è soggetto ad imposta fissa di 168 euro. Non importa che si tratti di scrittura privata, scrittura autenticata o atto pubblico.
    Il contratto verbale, comunque, va registrato qualora si decida di richiamarlo in altri atti o dichiarazioni.
    Al Comune non va presentato, semmai farai la Dichiarazione Ici per eventuali agevolazioni di imposta.

    Ciao
    Luca

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  16. Franz ha detto:

    Una casa data in comodato d’uso ad un parente di 1° grado, può essere considerata 1° casa e quindi godere dell’esenzione ici?

  17. Loud ha detto:

    @Franz: no, perché l’esenzione riguarda la “abitazione principale” e quindi il proprietario non può utilizzarla come tale avendola data in comodato d’uso gratuito ad un parente ed il comodato d’uso, non essendo un diritto reale, fa permanere l’imposta comunale sugli immobili a carico del proprietario.

  18. Mark ha detto:

    Ciao Loud,

    complimenti per il blog. Avrei anch’io una domanda: ho fatto il cambio di residenza da una settimana, come devo regolarmi per l’ICI? Potrò usufruire dell’esenzione per prima casa oppure devo pagarla per i mesi in cui non era ancora definita prima casa non avendo la residenza? grazie mille

  19. Loud ha detto:

    Ciao Mark, indicativamente dovrai pagare i mesi da gennaio ad maggio con aliquota ordinaria mentre goderai dell’esenzione dalla data di residenza in poi.
    Sono contento che il blog di piaccia.
    Luca

  20. rosa ha detto:

    ciao,
    vorrei farti una domanda. Possiedo insieme a mio fratello 2 appartamenti che sarebbero rispettivamente la mia e la sua prima casa. Della metà dove vivo non pago l’ici ma della metà dove vive lui?
    ti ringrazio

  21. tino ha detto:

    ho una casa a roma dove risiede e vive mia moglie, io ho la residenza anagrafica fuori roma. posso usufruire della detrazione per la prima casa nella casa di roma e di quella ove risiedo anagraficamente?

  22. Loud ha detto:

    Ciao rosa, mi pare che tu debba proprio pagare l’Ici dell’immobile dove risiede lui, con aliquota ordinaria e non agevolata. Questo perché il tuo immobile di abitazione principale è quello dove dimori/risiedi, non l’altro e il fratello è parente di secondo grado e quindi non ci sono agevolazioni particolari.

  23. Loud ha detto:

    Ciao tino. No, l’agevolazione prima casa riguarda solo l’immobile dove hai la dimora/residenza.

  24. Mark ha detto:

    Grazie!

  25. Myke ha detto:

    Ciao a tutti,

    l’esenzione ICI sarebbe stata, comunque, cosa carina e giusta anche per quei cittadini italiani, residenti in Italia, possessori di una civile abitazione ma che per lavoro hanno l’obbligo di residenza in comune diverso da quello dove si trova l’immobile stesso.

    Si tratta di una lacuna legislativa e interpretativa già esistente nel Dlgs 504/92 alla quale si poteva porre giusto ed equo rimedio semplicemente considerando direttamente adibita ad abitazione principale un’unica unità immobiliare posseduta, prescindendo dal requisito della dimora abituale e a condizione che l’unità stessa non risulti locata.

    un saluto
    Myke

  26. Alessio ha detto:

    Gentile Sig. Luca Lodi, sono d’accordo con Lei sulla necessità di emanare un altro tipo di provvedimento legislativo più idoneo in mateia. Detto questo vorrei porle il mio dubbio:
    Sono dovorziato, la casa di proprietà mia e della ex moglie è stata donata a nostra figlia al compimento dei 18 anni di quest’ultima.
    Ci siamo però riservati l’usufrutto sia io che la mia ex moglie al 50%. Io abito presso un’altro indirizzo ma nello stesso comune di residenza dove è ubicata la casa donata con atto notarile a nostra figlia. Attualmente nell’abitazione in questione vi abitano e risiedono sia mia figlia che la mia ex moglie.
    Allo stato attuale ho il diritto alle detrazioni (comunale e Statale) ICI pari al 50%? Grazie.

  27. Alessio ha detto:

    Gentile Luca Lodi, a seguito del mio commento appena iviato ho omesso di segnalare che l’abitazione mia e della mia ex moglie, in sede di separazione prima e divorzio poi è stata assegnata dal giudice del Tribunale alla mia ex consorte, successivamente è stato redatto l’atto notarile di donazione a nostra figlia. Grazie.

  28. N.S. ha detto:

    Dal sito del comune di Roma:
    “L’esenzione è invece estesa ai seguenti casi (assimilati all’abitazione principale):
    – abitazioni concesse in uso gratuito a parenti e affini (fino al secondo grado) che vi risiedono; …. ”

    Il mio quesito è: risiedo in una casa intestata a mia madre che ha come pertinenza un box intestato a mio padre, ambedue a me concessi ad uso gratuito; sono esentato dal pagamento dell’ICI?

  29. N.S. ha detto:

    ooops!
    ho dimenticato saluti e ringraziamenti
    Ciao e Grazie

  30. mic ha detto:

    ho acquistato una casa locata (contratto fino a novembre 2009) nel dicembre del 2006. E’ la mia prima casa.. e al momento sono in affitto da un’altra parte. Ho trasferito la mia residenza nel casa in cui vivo in affitto nello stesso comune dove si trova la casa acquistata, e l’ho fatto entro un anno (settembre 2007). Entro 3 mesi dall’acquisto (febbraio 2007) ho comunicato la mia intenzione di non rinnovare il contratto d’affitto con l’inquilino e ho mandato l’intimazione di sfratto -che avverrà ad aprile 2010- cosicchè posso detrarre gli interessi del mutuo prima casa –
    ma come mi devo comportare per l’ici?
    mi sembra assurdo che, con mutuo prima casa, non risulti per me la prima casa ai fini dell’ici.
    grazie, mic

  31. rosa ha detto:

    ciao rosa.io possiedo 1 c/2 e 4 c/6 vicino abitazione principale sono tutti esenti ici?

  32. Loud ha detto:

    Salve Alessio, proverò a darle una risposta nonostante, come intuirà, per una certezza della questione dovrà eventualmente rivolgersi ad un professionista con documenti alla mano.

    In linea di massima, con la sentenza del tribunale sua moglie avrà acquisito il diritto di abitazione ex artt. 1022 ss. del codice civile, ovvero il diritto di uso. Con tale situazione Lei risulterebbe privo del requisito dell’imposta sugli immobili, cioè del possesso, e quindi l’immobile non formerebbe reddito per lei in sede di dichiarazione e non le farebbe gravare l’Ici.

    Questo però fino all’atto di donazione con riserva di usufrutto: in tale circostanza (se cadono tutti gli effetti della sentenza, bisognerebbe leggere la pronuncia del giudice per esserne certi) Lei e sua moglie sareste obbligati all’Ici, non gravante invece su vostra figlia titolare della nuda proprietà.
    In tale ipotesi sua moglie non pagherebbe, quest’anno, l’imposta per effetto del decreto-legge n. 93/08, mentre Lei sig. Alessio sì perché non è la sua abitazione principale. Questo è vero salvo che il Comune non assimili ad abitazione principale anche quella dei figli (parenti/familiari entro il 1° grado), perché la legge in questione esclude l’Ici anche per gli immobili con l’assimilazione ex d.lgs. 504/92, ma tale assimilazione va ricercata nei regolamenti sull’Ici deliberati dai singoli Comuni. Ad es. il Comune di Modena l’ha fatto, quello di Formigine mi pare di no. Controlli nel suo Comune se può usufuire dell’esenzione per la sua quota di imposta, mi auguro di sì.

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  33. Loud ha detto:

    Ciao N.S., il comodato d’uso non è un diritto reale, quindi tu non dovresti aver mai pagato l’Ici, imposta che grava sui tuoi genitori i quali avranno probabilmente giovato delle agevolazioni di aliquota se il Comune le ha deliberata per le abitazioni principali dei figli.
    L’esenzione del 2008 parrebbe applicarsi al tuo caso, o meglio ai tuoi genitori sulla base dell’assimilazione deliberata dal Comune (cioè l’estratto che mi hai incollato nel commento).
    Ciao.
    Luca

  34. Loud ha detto:

    Ciao mic, ti consiglio di rivolgerti ad un professionista per approfondire la tua situazione.
    In linea generale posso dirti che per abitazione principale si intende, dal testo normativo, quella dove dimora abitualmente il soggetto passivo dell’imposta, e che la dimora coincide con residenza anagrafica “salvo prova contraria” (così nel testo normativo in vigore da quest’anno).
    In bocca al lupo, torna a trovarmi ;)
    Luca

  35. Loud ha detto:

    Ciao rosa, devi verificare nel tuo Comune quale sia l’eventuale limite di pertinenze (garage, cantine, solai/tettoie) considerate annesse all’abitazione principale.

  36. Tebaldo ha detto:

    Salve,vorrei chiedervi cortesemente se quest’anno 2008 devo pagare l’ici dell’appartamento in Genova,A/3 con possesso al 50% con mia moglie ? dove attualmente lei risiede.
    (mentre io risiedo anagraficamente in un altro appartamento di mia proprietà.)
    Ringrazio anticipatamente tutti
    Saluti Tebaldo

  37. S.D ha detto:

    Pr questioni lavorative ho preso in affitto un appartamento nel quale ho anche la residenza;Sono proprietario di un immobile, ereditato, in un altra città, per cui è unico immobile di mia proprietà. Devo pagare l’ici su quest’ultimo, anche se riesco a dimostrare che non ho altri immobili e vivo in altra città pagando l’affitto?
    Grazie

  38. Loud ha detto:

    Ciao Tebaldo e ciao S.D., per entrambi vale la stessa risposta: l’immobile di vostra proprietà va assoggettato all’imposta Ici (in proporzione al diritto reale che vantate sull’immobile stesso), non potendo far valere l’esenzione ex d.l. 93/08 in quanto non è la vostra abitazione principale.
    Tebaldo, se invece tua moglie vive nell’immobile allora per lei c’è l’esenzione.

    Ciao
    Luca

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  39. Alfio ha detto:

    Gentile Luca Lodi,
    Le prospetto una situazione limite e le porgo alcune domande:
    SITUAZIONE
    1)Padre compra da costruttore appartamento con IVA al 4% poichè verrà in occasione della stipula intestato a figlio(maggiorenne);
    2)Per il figlio quella sarà la prima casa, la sua prima casa di proprietà;
    3)Il figlio e’ residente nel comune dove è situato l’immobile comprato e soprattutto residente nella casa dei genitori in quanto facente parte del nucleo familiare;
    4)Il figlio per motivi di studio e’ domiciliato in un comune di un’altra regione e ne avrà per almeno 3 anni.Quindi risiede con genitori ma e’ domiciliato in altro comune.
    5)Il figlio è totalmente a carico dei genitori in quanto non percepisce reddito.
    DOMANDE:
    1)Può il figlio affittare l’appartamento comprato con le agevolazioni iva al 4%?
    2)Il canone di affitto diventerebbe il suo primo reddito e se si, pagherebbe lui stesso le tasse o i genitori?
    3)Sarebbe esente dal pagamento dell ICI prima casa (ricordiamo che e’ domiciliato fuori)?
    3)Se non fosse esente, l’ ICI la pagherebbero i genitori per lui?
    E’ un macello, e mi scuso in anticipo
    Grazie

  40. vincenzo ha detto:

    anche io avevo il dubbio se pagare l’ici avendo una sola abitazione dove però non risiedo.
    Anche questo bolg conferma ciò che altri esperti mi dicono, devo pagare normalmente.

  41. Maccio ha detto:

    @Luca
    Capisco la foga robintremontiana per cui molto piace alle persone pensare che pagare meno tasse sia meglio, ma a ben vedere cosa accadrebbe?
    I ceti meno abbienti risparmierebbero poco in valore assoluto, ma sarebbero privi di servizi (genericamente welfare), i ceti più ricchi che possono permettersi case in cui si pagano ICI di 1000 euro sarebbero ancora più ricchi e potrebbero accedere a servizi privati per cui la mancanza di servizi pubblici non sarebbe per loro un problema. Insomma proprio il contrario di quello che faceva Robin Hood: rubare ai poveri per dare ai ricchi facendo credere che in questo modo si dà anche ai poveri.
    La fiscalità generale deve essere solidale e garantire una redistribuzione di risorse a favore di chi ha meno. Accettando solo la logica della detassazione (del costo del lavoro, si badi bene, non solo dei salari. La detassazione sulle retribuzioni per non appesantire i costi alle imprese è una frase che piace molto alle imprese; se detasso i salari avvantaggio solo i lavoratori e non creo sgravi alle imprese che invece puntano proprio a detassare a diminuire ulteriormente il cuneo fiscale riducendo ancora il costo del lavoro. Peccato che questo beneficio già ce l’hanno avuto con il governo Prodi, mentre i lavoratori hanno raccolto solo briciole) entriamo nella logica del neoliberismo egoista: ognuno pensa per se e chi non sta a galla che muoia, con tutti i filistei!
    Poi questo moderno robin hood che mi pare più un azzecca garbugli, con il fido scudiero sancho pancha Sacconi si è inventato che detassando gli straordinari ed i salari variabili legati alla produttività si sarebbe dato respiro e soldi alle famiglie italiane. Domanda: il lavoratore può decidere autonomamente di fare gli straordinari? Ovvero il lavoratore può scegliere di aumentare il proprio reddito lavorando di più? No, perché lo straordinario è richiesto dall’azienda e non deciso dal lavoratore. Ed anche qualora il lavoratore presti la sua opera presso un’azienda che richiede lo straordinario è sensato pensare che potrebbero esserci lavoratori non in grado di fare straordinari? Per esempio tutte le donne, che si devono occupare anche della cura della famiglia, non sono in grado di aumentare il proprio monte ore lavorativo perché si devono occupare della famiglia… tutti bellamente esclusi dai provvedimenti che daranno fiato ai nostri redditi!!!
    Insomma ravvedo molta demagogia e populismo in queste scelte, ma poca, anzi pochissima intenzione di aiutare realmente le classi meno abbienti… Segnalo, per inciso, che nella tanto sbandierata Danimarca i redditi più alti pagano fino al 60%, altro che abolizione dell’ICI!!!

  42. alberto ha detto:

    Ho letto gia una risposta a questa mia domanda ma mi pare incongruo. Sono possessore di una prima casa dove risiedo e per motivi di lavoro devo trasferirmi in altro comune dove affittero’ un appartamento. Intendevo affittare alla pari il mio e trasferire semplicemente i soldi dell’affitto ricevuto a quello che devo pagare. Quindi zero quadagno per e posesso reale di una sola casa; guadagno invece per l’erario che si incamerebbe le tasse di due contratti di affitto . Mi pare di capire pero’ che alla faccia del gran parlare di mobilita’, andate e trasferitevi, non piu’ bamboccioni ecc., tutto questo non sia possibile e la residenza e’ strettamente legata alla casa di abitazione con relativa esenzione Ici e altre facilitazioni. Pare una presa in giro ed un incentivo agli affitti in nero perche’ stando cosi’ le cose dovrei pagare le tasse sull’affitto pecepito, l’ici sulla prima e unica casa, enel e tasse varie con tariffe seconda casa e tutto cio’ perche’ non ho la fortuna di avere un lavoro sulla porta di casa. E’ cosi’?

  43. Loud ha detto:

    @alberto:
    L’esenzione è sull’abitazione principale, se non ci abiti non è abitazione principale (errato dire “prima casa” che sembra solo la prima acquistata…).
    Il criterio della residenza è un criterio, come tale giusto e sbagliato allo stesso tempo, ma pur sempre un criterio valido e ragionevole fino a prova contraria.
    Se nell’immobile non ci abiti e lo dai in locazione a terzi è ovvio che dovrai pagare l’Ici, non applicandosi al tuo caso l’esenzione per la perdita della funzione di “abitazione principale”. Considera che trasferendoti in locazione per motivi di lavoro, oltre alla compensazione tra locazione che paghi e locazione che ricevi – come da tua ipotesi – potrai ottenere eventualmente anche una detrazione supplementare in sede di dichiarazione dei redditi se il tuo reddito rientrerà nelle fasce di diritto.
    La situazione in sé non mi sembra assurda; nè la regola della residenza nell’abitazione principale quale criterio per l’applicazione dell’esclusione di imposta.
    Saluti,
    Luca

  44. Loud ha detto:

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  45. meri ha detto:

    ciao mio marito e ferrovierre e stato assunto nelle marche devo pagarel ici che da un anno lo abbiamo raggiunto? e abbiamo cambiato residenza e tutto esiste una legge in merito grazie

  46. Antonio ha detto:

    Buongiorno,
    mia Moglie ed io siamo residenti in Germania, siamo propietari di una casa di ca. 110 mq² nel comune di Santeramo in Colle (Italia) di nostra propietá.
    Con l´abolizione dell´ICI – essendo la prima casa, potremo godere anche noi dell’esenzione di questa tassa ?
    Ringraziamo per una Vs. Rispotsa.

  47. Loud ha detto:

    Buongiorno Antonio.

    In linea di principio la residenza all’estero escluderebbe il criterio di “abitazione principale” dell’immobile in Italia, ma c’è una novità: le abitazioni, e pertinenze, degli italiani all’estero sono considerabili “abitazioni principali” in Italia dal soggetto residente all’estero purché non locate (e purché l’immobile non sia di categoria catastale restante assoggettabile all’imposta).
    Novità che subito era sfuggita anche a me, come puoi notare tra i commenti cui ho risposto.

    Quindi può darsi che il tuo immobile sia esente da Ici ma è sempre bene verificare presso chi ti segue in questo adempimento ovvero, se fai da te, chiedere un consulto a un professionista con documenti in mano. La metratura non è di per sé un dato che può confermare la tipologia catastale esente da Ici (A1, A8 e A9 continuano a pesare dell’Ici).

    In bocca al lupo.
    Luca

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

  48. Pingback: Bossi e l’Ici: due cuori e una capanna at il blog di Luca Lodi

  49. Elisa ha detto:

    Ho acquistato a maggio il 50% di un appartamento godendo di tutte le agevolazioni prima casa, ma, oggi, risiedo in un comune differente anche se abito nella casa in questione. Vorrei spostare la residenza il più tardi possibile per motivi economici(banale assicurazione dellla macchina che mi raddoppia al cambio di residenza). Qual è il tempo massimo che ho a disposizione per evitare di pagare l’ICI? Inoltre mio marito non ha potuto godere delle agevolazioni per l’acquisto poichè ha un’altra casa intestata, ma, volendo avere l’esenzione totale sull’appartamento, sarebbe sufficiente per lui trasferire la residenza nella casa attuale? I tempi?

    Grazie mille e complimenti vivissimi per il blog..

  50. Loud ha detto:

    Ciao Elisa,

    grazie dei complimenti.

    Per quanto riguarda la tua situazione bisogna stare attenti: cercare soluzioni apparentemente perfette dal punto di vista legale, al solo scopo di non pagare un’imposta, è un comportamento elusivo e può essere scoperto e perseguito dall’amministrazione finanziaria. Questo blog è un blog, non un sito per consulti gratuiti, e non è volto a suggerire manovre elusive.
    Posso comunque rispondere a parte delle tue domande, ricordandoti però che è bene che tu faccia riferimento al professionista che ti ha seguito negli atti intrapresi, a partire dal notaio.

    Infatti, per non perdere le agevolazioni prima casa di cui hai usufruito al momento dell’acquisto, devi trasferire la resindenza nel Comune ove ubicato l’immobile entro 6 mesi dalla conclusione dei lavori (regola generale per le case in costruzione) o dalla data di acquisto e di eventuale mutuo. Dovresti trovarne precisa indicazione nel rogito ovvero chiedi al notaio.

    La mancata destinazione ad abitazione principale entro i 6 mesi comporta la perdita delle agevolazioni e del diritto alla detrazione degli oneri d’acquisto e degli eventuali interessi del mutuo.

    Fino a tale momento, però, non paghi l’Ici se vivi nell’immobile, in quanto l’imposta segue il concetto di ‘dimora’, che per presunzione coincide con la resindenza salvo prova contraria. Se non cambi la residenza ma la adibisci ad abitazione principale dovrai almeno consegnare al Comune la c.d. Dichiarazione Ici, affinché esso sia informato dei motivi che ti danno diritto a riduzione/esenzione di imposta.
    Se il Comune ti chiederà l’imposta allora dovrai dare prova della dimora, se non possibile soggiacerai all’imposta ad aliquota ordinaria sino a cambio di residenza (una prima prova può derivare dalla Dichiarazione Ici e dal controllo di effettiva abitazione nell’immobile da parte dei Vigili).

    Ti ricordo che l’Ici si paga in due rate (giugno e dicembre) ma questa è solo la modalità di pagamento, in quanto l’imposta è calcolata mese per mese sul possesso dell’immobile di almeno quindici giorni nel mese su cui cominciare (o terminare) di calcolare l’importo dovuto all’ente locale.

    Se tuo marito ha un altro immobile e non l’ha venduto, potrà non pagare l’Ici sull’immobile nuovo trasferendoci la residenza, ma sia chiaro che vi deve effettivamente abitare altrimenti tale comportamento sarà elusivo e in caso di controllo riceverà la richiesta di pagamento con interessi e sanzioni. Inoltre, non pagando l’Ici su questo immobile nuovo, dovrà però pagarlo sull’altro immobile in suo possesso in quanto seconda casa – salvo altri elementi qui mancanti – e quindi con aliquota ordinaria e non agevolata (salvo che non sia locato).

    La regola legale è che l’Ici è esentata sugli immobili adibiti ad abitazione principale, intendosi tali quelli dove il soggetto vive (cioè vi dimora abitualmente), che si considera coincidente con la residenza salvo prova contraria.

    Tutte queste considerazioni, per non sbagliare e per non trarre conclusioni elusive, è meglio prendere con il supporto di un professionista che vi possa consigliare dopo aver capito la vostra situazione e aver preso dei documenti utili.

    Spero comunque di esserti stato d’aiuto.
    Luca

    AVVERTENZA: Le risposte sul blog non sono da considerarsi in alcun modo delle consulenze; il titolare del blog non assume responsabilità sul contenuto delle risposte. Non vengono esaminati documenti, il commento è una mera risposta al questione trattata senza alcun vincolo od onere per il titolare del blog. Ogni errore dovesse derivare dalla risposta resta sotto la completa ed esclusiva responsabilità dell’utilizzatore del commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...