Ogni governo, in Italia, è un po’ un governo delle tasse.
Ma questo sembra battere le classifiche.
Complimenti, mentre abbiamo sprechi nella politica, una casta piena di vantaggi e pensioni d’oro con soli pochi anni di frequenza in Parlamento, per far fronte alla crisi internazionale si decide di tassare. Con la comprensione degli elettori che dopo le promesse di non metter mano nelle tasche degli italiani, ora si ritrovano che le mani ce le mettono eccome. Comprensione?! Ecco, vorrei davvero sapere se gli elettori che hanno sostenuto o che sostengono l’attuale maggioranza di governo sono ancora soddisfatti. E se intendono darmi risposta affermativa, vorrei conoscerne le ragioni. Altrimenti si tratterebbe di ipocrisia.
Vorrei soffermarmi ora su un punto. Non mi interessa discutere del contributo di solidarietà sopra ai 90 o 150 mila euro. Nè render noto quanto già chiaro a tutti, cioè che agli evasori nulla cambia… Ciò che mi lascia maggiormente indignato è lo slittamento di due anni alla percezione del Tfr per i dipendenti pubblici. Non è giusto; sono soldi dei lavoratori, vanno loro erogati nei tempi e nei modi stabiliti per la collettività dei lavoratori, e soprattutto ogni ritardo deve essere risarcito almeno degli interessi. E’ una vergogna una simile norma, che potrebbe poi essere addirittura (lo spero!) dichiarata incostituzionale.
A questo punto, forse ne vedremo delle belle perché i dissapori sono già sulla bocca di tutti.
Ma finché la politica non cambia, finché non si punta alla meritocrazia e non si tolgono ingiusti vantaggi esagerati a favore della casta, le cose non cambieranno granché. Secondo me questa è la (brutta) verità che ci circonda, che circonda la pessima politica italiana dei giorni nostri.